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mercoledì, 28 novembre 2007

Fade away

Quando io ero giovane pensavo che avrei avuto la chiave
Io sapevo esattamente cosa volevo essere
Adesso sono sicuro tu hai chiuso con le assi ogni porta

Vivevo in una bolla i giorni non finivano mai
Non era prevedibile quale vita mi sarebbe stata assegnata
La fantasia era realtà adesso io so di più
riguardo il modo in cui mi sento

Ti ho disegnato un ritratto
perché io non penso che tu vivrai ancora qui intorno
Non ho mai neanche visto la chiave per la porta
Noi prenderemo solo ciò di cui ci accontenteremo

Mentre viviamo i sogni che avevamo da bambini
Svaniscono
Mentre viviamo i sogni che avevamo da bambini
Svaniscono
Mentre viviamo i sogni che avevamo da bambini
Svaniscono
Svaniscono, svaniscono, svaniscono
Loro svaniscono, svaniscono, svaniscono

Adesso la mia vita ha girato un altro angolo
Io penso che sia solo meglio che io ti avverta
Sogna finché puoi forse un giorno ti farò capire

Ti ho disegnato un ritratto
perché io non penso che tu vivrai ancora qui intorno
Non ho mai neanche visto la chiave per la porta
Noi prenderemo solo ciò di cui ci accontenteremo

Mentre viviamo i sogni che avevamo da bambini
Svaniscono
Mentre viviamo i sogni che avevamo da bambini
Svaniscono
Mentre viviamo i sogni che avevamo da bambini
Svaniscono
Svaniscono, svaniscono, svaniscono
Loro svaniscono, svaniscono, svaniscono

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venerdì, 23 novembre 2007

 

 

 

 

 

PER TUTTE QUELLE/I CHE AMANO LE PELLICCIE

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giovedì, 22 novembre 2007

Confucio

Il Costante mezzo

La vita e le opere

Confucio (latinizzazione dei nome cinese K'ung Fu Tsu, che significa "Maestro

Kung") nacque l'anno 551 a.C. nello stato di Lu, non lontano dall'attuale distretto di

Shantung. Il suo nome d'infanzia era Ciu, quello d'adulto Ciung-ni. La sua vita è

ampiamente narrata dal grande storico cinese Su-ma-cien, vissuto tra il 145 e l'86

a.C. Nei suoi “Documenti storici” viene spiegato che Confucio era di nobile famiglia

appartenente alla casata reale Sung. Trasferitasi nel piccolo regno di Lu, la famiglia

si era successivamente impoverita. Il padre di Confucio era stato un grande generale

dei regno di Lu. Morì lasciando Confucio orfano ad appena tre anni. Fu dunque

allevato dalla madre, che aveva sposato il generale quando questi era già più che

settantenne. Il matrimonio fu infatti un fallimento e i genitori di Confucio vissero

quasi sempre separati. La madre, racconta Su-ma-cien, tenne nascosta a Confucio

perfino l'ubicazione della tomba del padre. Il giovane finì col conoscerla grazie alle

rivelazioni di una contadina. Nonostante questa frattura famigliare, fece del culto

della famiglia, e in particolare del padre e degli antenati, uno dei cardini del suo

insegnamento e della sua etica. In giovane età Confucio fu un autodidatta e si

interessò quasi subito e quasi esclusivamente di storia antica. Gli venne data moglie

all'età di diciannove anni. Si impiegò come funzionario dello Stato, dapprima con

l'incarico di gestire i pubblici granai, e poi di sovrintendere all'allevamento e alla

cura degli animali destinati ai sacrifici. Nel 501 a.C. venne nominato primo ministro

dello stato di Lu. Pochi anni dopo, disapprovando la politica del signore di Lu, si

dimise e cominciò a viaggiare per proprio conto da uno all'altro dei molti stati della

Cina feudale. Si procurava da vivere insegnando. Gli ultimi tre anni li trascorse di

nuovo a Lu dove insegnò e si concentrò sullo studio dei classici. Morì nel 479 a.C. e

venne sepolto a Ciufu, dove oggi è possibile visitare la sua tomba e la raccolta di

cimeli che documentano la sua vita. Le opere "confuciane" giunte sino a noi sono

state, nella gran parte, redatte dai suoi allievi e seguaci, che annotavano e

registravano quei pensieri e quei commenti che via via il maestro andava

enunciando. Sussistono pochi dubbi sull'autenticità di questi testi, data la loro

coerenza di pensiero e la filosofia che li informa. Tali testi sono: Gli studi superiori

("ta hsue"); Il costante mezzo ("ciun yung") e I colloqui ("lun yun").

Figlio di un'aristocratica famiglia impoverita, orfano di padre, autodidatta, Confucio

si dedicò assai presto agli studi. Soprattutto, amava insegnare ed è quasi sempre

insegnando che si guadagnò da vivere. Fu certamente un uomo strano e diverso

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anche per i suoi tempi. Vagabondò in lungo e in largo per la Cina feudale, ma non

pensò mai di creare "scuole"; ciò nonostante, attorniato da un piccolo stuolo di

seguaci, in particolare da sedici discepoli, o "allievi", ai quali era particolarmente

affezionato, pose le basi di quella che è stata la Cina per oltre duemila anni, e di

un'etica tra le più influenti del mondo. Attinse la sua straordinaria saggezza e la sua

enorme cultura allo studio dei classici - vale a dire alla riscoperta dell'antichità.

Infatti, dall'approfondita analisi degli usi e dei costumi e dell'etica di quello che

reputava l'ideale periodo storico - l'inizio della dinastia Ciu - trasse il suo

insegnamento sociale e politico, che auspicava il più grande rispetto morale per

l'ordine. Secondo Confucio, l'atto di governare doveva tradursi, sempre, in "ogni

cosa al giusto posto". Governare bene significa, per Confucio, mettere ordine e

mantenere ordine sulla base di rigorosi principi morali trasmessi dal signore -

dall'uomo superiore, cioè spiritualmente progredito ed elevato - mediante l'esempio:

sono indicative in questo senso due massime confuciane:

Il Maestro espresse l'intenzione di recarsi a vivere tra i barbari che risiedono a Est. Gli

chiesero allora: Come puoi tu vivere tra i barbari? Confucio,rispose: Dove abita un signore

come possono esserci barbari?

L'uomo elevato che desidera raggiungere un punto elevato cerca di portare con sé anche gli

altri. Volendo capire, cerca che anche gli altri capiscano. In questo sta la forza dell'

elevazione spirituale: offrire se stesso come esempio.

Sviluppò, Confucio, una cultura straordinaria per i suoi tempi. Fu anche archeologo

insigne e, con le sue ricerche, restituì alla Cina in misura notevole il senso dei

proprio passato e della propria peculiare unicità.

Insegnava, dunque, e studiava. Era in conflitto costante d'idee con i potenti ma

sapeva all'occorrenza servirli e consigliarli. Era felice quando poteva starsene con i

suoi discepoli nella sua casa, quando poteva leggere e ascoltare la musica. E rimasta

famosa questa descrizione di Confucio: "Gentile, allegro, e senza sapere mai dove

andare!"

Intorno ai cinquant'anni la sua statura morale finalmente si impose. Venne nominato

magistrato (è di questo periodo un suo commento: Presiedendo ai processi mi

comporto come chiunque altro, ma quanto meglio sarebbe se di processi non ve ne

fosse nessuno!), poi gli furono affidati importanti incarichi di Stato: segretario alle

opere pubbliche, segretario alla giustizia. Quindi, nel 496 a.C., divenne primo

ministro del re. Si adoperò intensamente per tradurre in prassi comune le sue teorie

politiche, per immettere nello Stato il suo pensiero morale. Riuscì in molto, ma non

in tutto. E diffatti finì col dimettersi e riprese a vagabondare. Sembrava fare apposta

a viaggiare scomodamente, e anche pericolosamente. Fu spesso aggredito dai banditi

e subì calamità naturali di ogni genere, tanto che i discepoli che sempre lo seguivano

avevano timore ad accompagnarlo. Confucio non ci badava. Pensava a insegnare e a

suonare le sue musiche predilette. Veniva in quegli anni descritto come una persona

serena, umile ma sempre molto sicura di sé. Dopo quattordici anni di quella vita

errabonda decise all'improvviso di tornare a Lu. Spiegò ai discepoli che occorreva

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affrettarsi a insegnare la "norma" alle giovani generazioni. Rientrò in patria che

aveva 67 anni. Trovò, a Lu, che uno dei suoi primi discepoli era divenuto un

importante ministro. Iniziò per Confucio un breve ma fecondissimo periodo di studi.

É in quegli ultimi anni che scrisse anche un importante avvertimento sulla necessità

di rispettare la gerarchia.

Confucio morì a 72 anni, avendo ormai acquisito fama di grande maestro. Non

immaginava però l'influenza che i suoi insegnamenti già stavano esercitando, e che

per secoli avrebbero esercitato, in tutta la Cina e oltre. É in Oriente che è stato

inizialmente divulgato l'insegnamento secondo il quale Dio Creatore (il Cielo, per

usare la terminologia confuciana) ha inviato nelle varie epoche e nei diversi luoghi

della civiltà umana, dei suoi messaggeri, dei suoi figli. Questi uomini sacri, questi

"figli del Cielo", in diversi momenti della storia e in diverse civiltà, ebbero il compito

di ricondurre l'uomo alla legge originaria, riavvicinandolo alla volontà dei Creatore.

Spiega questo insegnamento che la struttura e lo stile di quanto i diversi messaggeri

divulgarono varia, perché diversa fu l'epoca in cui operarono, diversi i contesti. Ma

la base, l'essenza, rimase unica sempre.

Confucio fu dunque un figlio del Cielo, secondo questo pensiero. Un uomo ispirato e

quindi ispiratore, che poté introdurre nel proprio tempo, in modo comprensibile e

accettabile in quella cultura, un insieme di leggi universali. C'è chi osserva come

Confucio non fosse un capo religioso, e come il confucianesimo non sia, e non sia

stato mai, una religione. Ed è vero. A questo è stato risposto, appunto in Oriente,

"La legge di Dio è forse una religione? É soltanto una religione? C'è Dio dove si

rispetta Dio e ci si comporta come figli del Cielo?"

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Il costante mezzo

§ 1 §

Chiamiamo natura la legge dell'universo. Chiamiamo norma il seguire questa

legge. Chiamiamo educazione la pratica della norma. A noi non è possibile

allontanarci neppure per un attimo dalla norma. Se potessimo farlo, non sarebbe la

norma. E per questo che il signore ha un atteggiamento prudente e attento verso

tutto ciò che ancora non è possibile vedere, ed è timoroso e si preoccupa per tutto ciò

che ancora non è possibile udire. Nulla è più evidente di ciò che è nascosto, nulla

risalta più chiaramente di ciò che è molto piccolo. Ecco perché il signore si comporta

in modo assai prudente anche quando è solo.

Si è in una posizione di mezzo, ovvero di centro, quando non si è preda della collera

o della gioia, della malinconia o del piacere. Quando invece si provano queste

emozioni però senza oltrepassare il giusto equilibrio, allora si è in una situazione di

armonia. Il mezzo è la grande origine di ogni cosa che esiste, e l'armonia ne

rappresenta l'aspetto favorevole e positivo.

Giunti nella posizione di mezzo e conseguita l’armonia, allora Cielo e terra sono al

loro posto ed è così che ogni cosa sotto il cielo può svilupparsi.

§ 2 §

Ciung-ni disse: Il signore pratica il costante mezzo. (1) L’uomo comune invece non

lo pratica. Il signore cerca di raggiungere il costante mezzo avendo l'opportunità di

essere nel mezzo. L’uomo comune non cerca di raggiungere il costante mezzo in

quanto nulla ha da evitare e nulla ha da perdere.

§ 3 §

Il maestro disse: Il costante mezzo è il massimo, (2) l'apice e il vertice, e sono pochi

gli uomini capaci di attenervisi a lungo.

§ 4 §

So bene che la norma non viene praticata. Coloro che la conoscono proseguono oltre

e gli stupidi non giungono a praticarla. So anche che la norma non può essere

spiegata. Gli uomini elevati vanno oltre a essa, gli immeritevoli non giungono a

capirla. Non è forse vero che tutti gli uomini possono mangiare e bere, ma soltanto

pochi sanno capire ciò che ha sapore?

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§ 5 §

Il maestro disse: La norma non è affatto praticata!

§ 6 §

Il maestro disse: Sciun, l'imperatore, era molto sapiente. Gli piaceva formulare delle

domande e poi soppesare le parolea nche più semplici. Non svelava il lato negativo

delle parole; divulgava piuttosto le parole che scaturivano dall'esperienza. Dovendo

agire nei confronti del popolo, teneva conto dei due estremi e applicava il giusto

mezzo. Grazie a questo comportamento è diventato Sciun, l'imperatore.

§ 7 §

Il maestro disse: Ogni uomo sostiene di sapere. Così facendo finisce in una rete, in

una trappola che non sa come evitare. Ogni uomo sostiene di sapere. Se però ogni

uomo si attiene al costante mezzo, lo fa per un mese appena.

§ 8 §

Il maestro disse: Huei, il mio discepolo, è uomo che applica il costante mezzo. Lo

pratica davvero e se lo porta in cuore. Non lo smarrisce mai!

§ 9 §

Il maestro disse: Tutto si può governare - la famiglia, il regno, ogni cosa esistente

sotto il cielo. A tutto si può rinunciare - a onorificenze, a prestigiosi incarichi. Si può

anche camminare su lame taglienti e ciò nonostante, si può non essere capaci di

praticare il costante mezzo.

§ 10 §

Il discepolo Tse-lu chiese a Confucio di parlare della forza. Il maestro allora disse: Ti

riferisci alla forza dei paesi del Sud, o a quella dei territori del Nord? Oppure alla

tua?

Comandare con cortesia e gentilezza senza mai vendicarsi di chi non segue la norma

- è questa la forza dei paesi del Sud. Il signore sa esercitarla. Stare sempre con le

armi pronte e poi morire senza alcun sentimento di odio - ecco la forza dei territori

del Nord. La esercitano i forti. Pertanto, il signore sa intrattenere buoni rapporti con

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tutti, senza eccedere in nulla. Così, la sua forza è solida. Il signore pratica il costante

mezzo e non pende né da un lato né dall'altro. La sua forza è solida. Se il regno non è

retto dalla nonna, vi subentra la morte. La sua forza è solida.

§ 11 §

Il maestro disse: Mai indagherò l'arcano o compierò gesta singolari allo scopo di

essere ricordato dalle generazioni future. Il signore pratica la norma e nell'azione vi

si adegua. Mai potrò seguire una stradale abbandonarla prima di averla percorsa

tutta. L’uomo elevato pratica il costante mezzo. Solo l'uomo elevato riesce a

distaccarsi dal mondo, a non perseguire notorietà, a non avere attaccamenti e quindi

rimpianti.

§ 12 §

L’uomo elevato persegue una norma sottile e ardua. (3)

Uomini e donne, sebbene limitati, possono attingere alla sua sapienza. Ma neppure

l'uomo e levato può raggiungere il vertice della sapienza. Sebbene limitati, uomini e

donne possono conformarsi a essa, ma nemmeno l'uomo elevato può raggiungerne il

vertice. Pur grandi, il cielo e la terra non bastano e l'uomo elevato, se parla della

norma, parla di una grandezza che non può essere racchiusa da tutto quanto esiste

sotto il cielo. La sottigliezza di cui parla, parlando della norma, é più sottile della più

sottile cosa che esiste sotto il cielo.

“Il libro dei canti” afferma: Il falco si innalza al cielo, il pesce discende

nell'abisso. Dunque la norma si esprime sia in alto sia in basso. La norma dell'uomo

elevato ha le radici negli uomini e nelle donne comuni, poi si estende fino ad

abbracciare il cielo e la terra.

§ 13 §

Il maestro disse: La norma non è lontana dall'uomo. Se gli fosse lontana, che norma

sarebbe?

“Il libro dei canti” dice: Quando si fa il manico di un ascia, -il modello è li accanto. Si

osserva il manico del modello e si taglia l'altro. Guardando entrambi in prospettiva,

ci sembra di vederli lontani l'uno dall'altro. Allo stesso modo, il signore, governa

l'uomo tenendo a modello l'uomo.

Chi rispetta i principi della propria natura non è lontano dalla norma. Né è lontano

dalla norma chi non si comporta con gli altri come non vorrebbe che gli altri si

comportino con lui.

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Il signore mette in pratica quattro norme, delle quali neppure una io so

praticare. Non so rispettare mio padre come desidero faccia mio figlio con me. Non

so servire il signore come desidero faccia un mio suddito con me. Non so rispettare il

mio fratello più anziano come desidero che il mio fratello più giovane faccia con

me. Non so agire per primo verso un amico come voglio che lui faccia con me.

Chi si applica con costanza all'azione e presta costante attenzione alle parole che

pronuncia, si sforza allora di colmare le proprie lacune e di eliminare i propri eccessi,

cosicché le parole sono come l'azione, e l'azione corrisponde alle parole. É questa

coerenza che distingue il signore.

§ 14 §

Il signore si comporta secondo il suo proprio rango e non desidera nulla di ciò che

appartiene a un rango superiore. Se è giusto onorare la ricchezza, occorre

comportarsi onorandola. Se è giusto appartenere a un basso rango, occorre

comportarsi secondo tale basso rango. Se è giusto appartenere a una tribù selvaggia,

occorre comportarsi secondo i canoni della tribù selvaggia. Se dolore e disastri sono

giusti, occorre comportarsi secondo dolore e disastri. Il signore dev'essere se stesso

in ogni circostanza.

Appartenendo a un rango elevato, non bisogna offendere gli inferiori. Appartenendo

a un rango inferiore, bisogna lasciarsi guidare dai superiori.

Chi è sufficiente a se stesso e non chiede ad altri, non avrà a risentirsi di nulla.

Il superiore non si irrita con il Cielo, non si lamenta degli inferiori - il signore

rimane calmo e attende il destino. L’uomo comune corre pericoli perché ricerca la

prosperità.

Il maestro disse: Il signore è come l'arciere - se manca il bersaglio ricerca la causa in

se stesso.

§ 15 §

La norma del signore è come il comportamento di chi, dovendo raggiungere un

luogo lontano, inizia il viaggio da un luogo inevitabilmente vicino. É come il

comportamento di chi, dovendo raggiungere una vetta, inizia la scalata

inevitabilmente dal punto più basso.

“Il libro dei canti” afferma: Moglie e figli si amino e siano in accordo come

nell'armonia della lira e del liùto; fratelli maggiori e fratelli minori siano in armonia

e traggano motivo di piacere e di contentezza dai buoni rapporti tra loro. Sono

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queste le cose che arrecano ordine nella famiglia e nella dimora, e gioia nella moglie

e nei figli.

Il maestro disse: Quale contentezza e quale vantaggio per il padre e la madre!

§ 16 §

Il maestro disse: Com'è incisiva e multiforme l'azione degli spiriti! (4) Osservandola

non la vedi, ascoltandola non la senti. Gli spiriti compenetrano le cose e sono da esse

inseparabili.

Gli spiriti fanno sì che dovunque sotto il Cielo gli uomini digiunino e si mettano gli

abiti migliori per le cerimonie. Occupano numerosissimi ogni cosa dovunque.

“Il libro dei canti” dice: Indagare il mondo degli spiriti non è possibile, ma come

ignorarne l'esistenza? Ciò che è misterioso si manifesta, e avvengono fenomeni che è

impossibile negare!

§ 17 §

Il maestro disse: Sciun palesava un grande rispetto filiale. Si comportava come un

uomo elevato ed era venerato come "figlio del Cielo", non c'era ricchezza tra i

quattro mari che non fosse sua, (5) compiva sacrifici sull'altare degli antenati e così

avrebbero fatto poi i figli suoi e i nipoti. Questo comportamento fu per lui motivo di

inevitabile elevazione del rango, della prosperità e della fama che fino a tarda età gli

appartennero.

Difatti il Cielo dà origine a ogni cosa, e a ogni cosa conferisce la sua capacità. Nutre

la pianta che cresce e abbatte quella che stenta.

“Il libro dei canti” afferma: Il nostro illustre e benamato signore compie azioni

eccellenti, mette ordine tra il popolo e tra, gli uomini, (6) ha ottenuto protezione dal

Cielo che infatti lo aiuta e che gli affida la missione, e che queste cose sempre gli

rinnova.

A motivo di questo suo elevato comportamento, riceve dal Cielo il potere.

§ 18 §

Il maestro disse: Soltanto il re Wen non ebbe dolore. Suo padre fu il re Ci ed ebbe

per figlio Wu. Il figlio seppe trasmettere ciò che suo padre aveva fatto. Dunque il re

Wu continuò l'opera di re T'ai, di re Ci e di re Wen. Un'unica volta mosse guerra

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conquistando tutto ciò che esiste sotto il cielo ed ebbe dovunque una grande

fama. Lo venerarono come "figlio del Cielo" e possedeva tutte le ricchezze esistenti

tra i quattro mari. Compiva sacrifici al tempio degli antenati, e altrettanto avrebbero

fatto poi i suoi figli e i suoi nipoti.

Il re Wu ottenne dunque il potere, poi il signore di Ciu completò l'opera di Wen e di

Wu, e conferì dopo la loro morte il titolo di imperatore sia a T'ai sia a Ci, cosicché

poté fare sacrifici ai suoi nobili antenati secondo il rito imperiale.

Questi riti si estesero a tutti i nobili e a tutte le alte cariche, così pure ai saggi, agli

studiosi e alle masse del popolo.

Quando il padre è un alto ufficiale dell'esercito e il figlio uno studioso, le onoranze

funebri del padre devono essere quelle per un alto ufficiale, e il sacrificio del figlio

per l'antenato quello di uno studioso. Quando il padre è uno studioso e il figlio un

alto ufficiale, le onoranze funebri del padre devono essere quelle per uno studioso e il

sacrificio del figlio per l'antenato quello di un alto ufficiale. Cosi, la consuetudine di

un anno di lutto si estese anche agli alti ufficiali e quello di tre anni di lutto

all'imperatore.

É unico e identico il lutto per il padre e per la madre e non c'è differenza fra nobili e

gente comune.

§ 19 §

Il maestro disse: Era invero grande il rispetto filiale dimostrato dall'imperatore Wu

e dal signore di Ciu! Questo loro rispetto filiale li portò a fare proprie le esperienze e

gli intendimenti di coloro che li avevano preceduti, comportandosi di

conseguenza. Ogni primavera e ogni autunno facevano compiere delle grandi pulizie

nel tempio degli antenati, esibivano gli utensili, le insegne e gli abiti e facevano

offerte con i prodotti della stagione. In occasione dei riti nel tempio degli antenati

venivano stabilite le precedenze secondo il rango, nonché tra nobili e gente comune,

e secondo benemerenze e meriti. Nei brindisi gli inferiori servivano i superiori,

cosicché anche gli inferiori potevano partecipare al rito. Poi, durante il banchetto che

seguiva la cerimonia, le precedenze venivano stabilite secondo l'età dei partecipanti.

Occupare i posti che gli antenati avevano occupato in vita, eseguire i riti che loro

avevano seguito, suonare la loro musica, onorare ciò che loro avevano onorato,

amare ciò che loro avevano amato, servirli e rispettarli nella morte così come nella

vita come se non se ne fossero mai andati: è questo il più alto rispetto filiale.

Mediante il rito al Cielo e alla terra si rende onore al "Sovrano celeste"; mediante il

rito agli antenati si rende onore a coloro che ci hanno preceduti.

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Così, per chi sa capire il rito al Cielo e alla terra e, (7) il significato dei sacrifici offerti

agli antenati, governare è come guardare nel palmo della propria mano.

§ 20 §

Il signore di Ai fece delle domande sull'arte di governare.

Il maestro rispose: Il metodo per governare seguito da Wen e Wu è riportato negli

annali. Se fossero ancora in vita il loro metodo di governo sarebbe palese, siccome

però sono morti, non è più palese.

Il metodo di governo di chi conosce la norma; è come le piante a cui la terra dà

nascita, come le canne che crescono lungo le rive dei fiumi.

Il metodo di governare consiste nell'uomo nell'attrarre gli uomini per mezzo di loro

stessi, secondo la norma; e, ancora, regolandola secondo il criterio della

superiorità. É la superiorità che fa l'uomo; Il fulcro di tutto ciò sta nell'amore verso i

genitori.

Giustizia significa comportarsi nel modo opportuno. La cosa più importante è

onorare i meritevoli. Sono i riti che stabiliscono l'affetto che si deve ai consanguinei

e al parenti secondo la gerarchia i rispetto che va dimostrato ai meritevoli secondo la

giusta graduatoria. Ecco perché il signore deve coltivare se stesso servendo la

propria famiglia. Per essere in grado di servire la propria famiglia deve saper

conoscere gli uomini. Per saper,conoscere gli uomini deve conoscere le leggi che

reggono l'universo.

Per ogni cosa che esiste sotto il cielo le regole sono cinque e i metodi tre.

Per ogni cosa che esiste sotto il cielo le cinque regole sono queste: i rapporti tra il

signore e il suddito, tra il padre e i figli, tra il marito e la moglie, tra il fratello

maggiore e il fratello minore, tra gli amici.

Per ogni cosa che esiste sotto il cielo i tre metodi sono: avere coscienza del proprio

ruolo superiore e quindi della propria missione; avere coraggio; manifestare verso

tutto ciò che esiste sotto il cielo una azione che sia degna di nota. Applicando questi

tre metodi si raggiunge una condizione di unità.

C'è chi queste cose nasce già conoscendole,c'è chi le assimila con lo studio, e c'è chi le

apprende attraversando prove e difficoltà. In ogni caso, si tratta sempre della

medesima comprensione. C'è chi senza fatica alcuna e con vantaggio ne fa la base del

proprio agire; e c'è chi ci riesce con il sacrificio. In ogni caso, l'efficacia è sempre la

medesima.

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Il maestro disse: Chi ama lo studio è prossimo alla conoscenza, chi ama l'azione

compiuta con energia è prossimo alla superiorità, chi sa provare vergogna è

prossimo al coraggio. Sono queste le tre regole che occorre conoscere, ed è questo il

metodo mediante il quale si coltiva se stessi.

Sapere come coltivare se stessi è il metodo con cui arrivare al governo degli

uomini. Sapere come governare gli uomini è il metodo con cui arrivare a governare

la famiglia, il regno e ogni cosa sotto il cielo.

Sono nove le regole seguite da colui che governa la famiglia, il regno e ogni cosa

sotto il cielo.

Queste regole sono: coltivare se stesso, rispettare i meritevoli, amare la famiglia,

rispettare i grandi dello Stato e avere considerazione per quelli di minore rango,

trattare il popolo come si tratta un bimbo, incoraggiare ogni genere di attività e di

lavoro, mostrare cortesia verso, gli stranieri e cordialità verso i nobili.

Coltivando se stesso stabilirà la norma. Rispettando i meritevoli non commetterà

errore. Amando la famiglia non scontenterà i fratelli maggiori e minori. Rispettando

i grandi,dello Stato non commetterà errore. Avendo considerazione per quelli di

minor rango ne sarà contraccambiato. Trattando il popolo come un bimbo stimolerà

tutti a incitarsi l'un l'altro. Incoraggiando ogni genere di attività e di lavoro potrà

utilizzare fino in fondo ogni genere di ricchezza. Mostrando cortesia verso gli

stranieri, li attirerà da ogni dove. Mostrando cordialità verso i nobili sarà rispettato

e temuto ovunque sotto il cielo.

Si incoraggiano i meritevoli coltivando se stessi, facendo digiuni e indossando per i

sacrifici le vesti più belle, attenendosi ai riti, allontanandosi dagli adulatori,

attribuendo poca importanza alla ricchezza e molta all'azione.

Si coltiva l'amore tra i famigliari rispettandone la posizione, incrementando il loro

benessere, condividendo i loro apprezzamenti e il loro disprezzo. Si incoraggiano i

grandi dello Stato usufruendo dell'opera di molti funzionari. Si incitano i funzionari

dimostrando fiducia in loro e incrementando il loro benessere.

Si incoraggia il popolo stabilendo i tempi per il lavoro e alleggerendo le tasse.

Si esortano i lavoratori seguendo la loro opera ogni giorno, esaminandola ogni mese,

e retribuendoli secondo il servizio che hanno reso.

Si onorano gli stranieri e i forestieri andando loro incontro, accompagnandoli alla

partenza, apprezzandone l'esperienza e pazientando se non ne hanno.

Necessario è inoltre ristabilire la successione in quelle famiglie che ne sono rimaste

prive, dare nuova vitalità a regni che più non ne hanno, riportare l'ordine dove non

12

c'è più, aiutare i regni che sono in pericolo, regolare a corte le udienze, essere

generosi con chi parte e non avere pretese verso chi arriva.

Colui che governa la famiglia e il regno e ogni cosa che esiste sotto il cielo ha queste

nove regole e un unico metodo per applicarle.

Se si predispongono e preparano le cose per tempo, esse arrivano a soluzione;

altrimenti, non riescono.

Una parola che sia stata meditata per tempo potrà risultare efficace.

Una cosa che sia stata decisa tempestivamente non avrà problemi.

Un'azione che sia stata predisposta per tempo risulterà positiva.

Una norma che sia stata fissata per tempo non risulterà difettosa.

Quando si occupa una posizione inferiore non si può ottenere la fiducia del superiore

e pertanto non si possono comandare gli uomini: esiste una norma per ottenere la

fiducia del superiore. Chi non dimostra fiducia negli amici, non ha la fiducia del

superiore: esiste una norma per ottenere la fiducia degli amici. Non obbedire ai

propri genitori e non amar i non ottiene la fiducia degli amici: esiste una norma per

obbedire ai propri genitori e amarli. Se esaminiamo sinceramente noi stessi, non ci

consideriamo equilibrati, né persone che obbediscono ai propri genitori e che li

amano veramente: esiste una regola per essere persone equilibrate. Se non si sa

comprendere l'esperienza, non si è veramente equilibrati!

L’equilibrio è la norma del Cielo. Raggiungerlo è la norma dell'uomo. (8) Questo

equilibrio privo di costrizioni è il mezzo, e significa raggiungerlo senza affanni.

L’uomo superiore mette in pratica la norma del mezzo senza difficoltà.

Si giunge a questo equilibrio soppesando, bene l'esperienza e poi attenendovisi

rigorosamente.

Per ottenere una grande conoscenza occorre apprendere a valutare, a riflettere e ad

agire con molta attenzione, distinguendo con chiarezza e agendo con la sincerità.

Quando non si comprende qualcosa, oppure quando pur comprendendola non si

riesce a metterla in pratica, non bisogna desistere. Né bisogna desistere se non si

hanno domande, oppure se si hanno domande prive di risposta. Non bisogna

desistere se non si riesce a distinguere, oppure se si distingue però non con

chiarezza. Né bisogna desistere se non si agisce, oppure se si agisce però non con la

sincerità. C'è chi ottiene l'equilibrio in un colpo solo, e chi ci arriva in cento colpi. C'è

chi riesce in dieci colpi, e chi in mille. Questa regola è certamente alla portata degli,

uomini. Così, l'ignorante potrà diventare intelligente, il debole potrà diventare forte.

13

§ 21 §

La conoscenza risultante dall'equilibrio si chiama natura. L’equilibrio che risulta

dalla conoscenza si chiama educazione. Quando esiste equilibrio esiste la conoscenza,

e quando esiste la conoscenza esiste l'equilibrio.

§ 22 §

Soltanto i migliori, di ogni cosa che esiste sotto il cielo, sono equilibrati e possono

pertanto manifestare la loro natura in tutta la sua pienezza. Potendo manifestare in

tutta la sua pienezza la loro natura, possono manifestare la natura degli uomini.

Potendo manifestare la natura degli uomini, possono manifestare la natura di ogni

cosa vivente. Potendo manifestare la natura di ogni cosa vivente possono secondare

il Cielo e la terra quando fanno nascere e quando trasformano. Potendo secondare il

Cielo e la terra quando fanno nascere e quando trasformano, possono partecipare

pienamente al Cielo e alla terra.

§ 23 §

Chi viene dietro a queste persone attinge alla loro potenzialità. Ogni potenzialità

deve essere equilibrata. Quando è equilibrata può assumere forma. Assumendo

forma, si manifesta. Quando si manifesta, risplende. Risplendendo, comincerà a

muoversi. Quando si muove causa delle trasformazioni. Causando delle

trasformazioni eserciterà un'influenza. Colui che raggiunge il vertice dell'equilibrio

può esercitare un'influenza su ogni cosa che esiste sotto il cielo.

§ 24 §

Colui che raggiunge il vertice dell'equilibrio può prevedere le cose.

Un nuovo regno, quando sta per sorgere, viene sempre annunciato da lieti

presagi. Invece, quando un regno sta per sprofondare, viene sempre accompagnato

da strani avvertimenti. (9) Presagi e avvertimenti possono essere scorti su foglie e

gusci di tartaruga. Quando stanno per sopraggiungere disgrazie o fortune, dentro o

fuori la nostra personale esperienza, le disgrazie e le fortune possono essere previste.

Perciò, colui che raggiunge un simile equilibrio è come uno spirito.

§ 25 §

L’equilibrio, così come la norma, sono completi. L’equilibrio è inizio e fine di ogni

creatura che vive senza equilibrio non c'è creatura che possa esistere. Pertanto, il

signore sa apprezzare l'equilibrio.

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L’equilibrio è di per sé completo, e completa ogni creatura che vive. L’uomo è reso

completo dall'essere superiore. Tutti gli uomini sono resi completi dalla

comprensione di ciò. Così opera la natura, così entrano in armonia aspetto interiore

e aspetto esteriore. Pertanto, dev'esserci un tempo idoneo per l'azione della natura.

§ 26 §

L’equilibrio al suo vertice è inarrestabile. Siccome non si ferma mai, è

durevole. Essendo durevole, si manifesta. Siccome si manifesta, si fa più vasto ed

esteso. Facendosi più vasto ed esteso, diventa ampio e profondo. Siccome diventa

ampio e profondo, si fa grande e splendente.

Nella sua ampiezza e profondità comprende ogni cosa; nella sua luminosità e

grandezza comprende ogni cosa. Nella sua estensione e durevolezza completa ogni

cosa. E ampio e profondo quanto la terra, vasto e splendente quanto il cielo, grande e

durevole quanto ciò che non ha alcun limite. Pertanto può manifestarsi senza che sia

possibile vederlo, trasforma senza neppure compiere un gesto, e completa ogni cosa

senza nulla agitare.

Il cielo è soltanto un punticino luminoso, ma nella sua vastità contiene sole, luna,

stelle e ricopre ogni cosa. La terra è soltanto un mucchietto di fango, ma nella sua

vastità e profondità contiene lo svettante Monte Hua senza risentisse il peso, e fiumi

e mari e dunque ogni cosa.

Quel monte laggiù è soltanto un mucchietto di sassi, ma nella sua altezza e nella sua

vastità fa crescere piante e alberi; gli uccelli e gli altri animali vi trovano rifugio ed è

ricco di preziosissimi tesori.

Quest'acqua può essere contenuta in un minuscolo cucchiaio, ma nell'incalcolabile

sua vastità nutre le tartarughe grandi e piccole, i coccodrilli e i pesci e racchiude

innumerevoli tesori.

“I1 libro dei canti” afferma: La legge dell'universo è profonda, ed è infinita.

§ 27 §

Immensa è la norma dell'uomo elevato! Si propaga per ogni dove, sta all'origine di

ogni cosa e nutre ogni cosa. E talmente leggera che risale al Cielo. Racchiude i

trecento riti tanto è vasta, e anche le trecento regole del giusto comportamento. Ma

per potere agire necessita dell'uomo giusto. Pertanto si è soliti dire: perché la norma

possa manifestarsi occorre la giusta azione. Questa è la ragione per cui il signore

esamina la natura dell'azione, pone domande e studia. Sviluppa il più possibile la

15

portata dell'azione, ne valuta gli aspetti meno evidenti e poi si mantiene con

costanza in una posizione di mezzo.

Il signore sa ricordare il passato e capire il presente, e acquista importanza e stima al

cospetto degli altri osservando i riti.

Quando si trova in una posizione superiore non mostra superbia, e quand'è, in una

posizione inferiore non palesa disubbidienza.

“Il libro dei canti” dice: L’uomo elevato si salvaguarda grazie alla comprensione e

alla prudenza.

§ 28 §

Il maestro disse: L’uomo volgare che si attiene unicamente al proprio giudizio,

l'uomo inferiore che pretende di addossarsi delle responsabilità, un uomo d'oggi che

vuole applicare le norme antiche - tutti questi incontreranno inevitabili sciagure.

Solo il "figlio del Cielo" può decidere riti, leggi, studi - pertanto, in ogni cosa che

esiste sotto il cielo le ruote dei carri sono sempre uguali, i libri contengono sempre

la stessa cultura e le azioni degli uomini obbediscono sempre al medesimo impulso.

Se al rango di un uomo non si accompagna la giusta azione, costui non può celebrare

né riti né musiche. Se un uomo compie una data azione, e questa non si accompagna

al giusto rango, costui non può celebrare né riti né musiche.

§ 29 §

Il sovrano di ogni cosa che esiste sotto il cielo riduce il proprio margine di errore

mediante tre cose importanti. Gli imperatori che sono stati non sono seguiti

nonostante la loro esperienza. Non essendo seguiti, non riscuotono fiducia. Non

essendoci questa fiducia, il popolo non ne segue l'esempio. Un uomo comune, per

quanta esperienza abbia, non riscuote onori. Non riscuotendo onori, non riceve

fiducia. Non essendoci questa fiducia, il popolo non ne segue l'esempio. Se dunque la

norma del signore ha origine in lui medesimo, lui avrà come seguaci folle di

uomini. Valutato il comportamento dei tre imperatori che lo hanno preceduto, non

riscontra in esso alcun errore. Dopo avere considerato il Cielo e la terra, non si

comporta diversamente da loro. Nei riguardi degli spiriti non ha dubbio

alcuno. Riterrebbe non ingiusto attendere un uomo superiore finanche cento

generazioni.

Il fatto che nei riguardi degli spiriti non abbia dubbio alcuno, vuol dire che conosce

il Cielo. Il fatto che non riterrebbe ingiusto attendere un uomo superiore finanche

cento generazioni, vuol dire che conosce gli uomini.

16

Così, l'azione del signore diventa la regola per ogni cosa che esiste sotto il cielo. La

sua azione e la sua parola divengono legge. I lontani desiderano stargli vicino, i

vicini non si stancano di stargli accanto.

“Il libro dei canti” afferma: Nessuno lo detesta, nessuno ne è infastidito. Sarà quindi

ricordato per sempre. Soltanto giungendo a questo livello il signore potrà trovare

fama in ogni cosa che esiste sotto il cielo.

§ 30 §

Il maestro seguiva anzi tutto il corso delle stagioni, poi si adeguava all'acqua e alla

terra. Oh, cielo e terra ricoprono e danno riparo a tutte le cose, e danno loro

sostentamento! Oh, le quattro stagioni si susseguono Oh, sole e luna brillano

alternandosi.

Le cose tutte evolvono senza danneggiarsi l'un l'altra, ognuna segue il suo corso e

non interferisce con l'altra. La più piccola azione si manifesta a mo' di torrente. Ogni

grande azione provoca mutamenti straordinari. Pertanto, si è soliti dire che cielo e

terra sono grandi.

§ 31 §

Tra tutte le cose che esistono sotto il cielo, solamente l'uomo elevato, quand'è al suo

vertice, è capace di manifestare intelligenza, rapidità, discernimento, capacità di

governare. t allora tollerante, generoso, cortese, capace di autocontrollo. Parco nel

mangiare, sano, vive attenendosi al mezzo e sa manifestare rispetto. É educato, ha

cura della propria persona, sa analizzare ed è in grado di distinguere.

Ha l'ampiezza e la profondità della primavera che sempre ritorna. Ha l'ampiezza e la

profondità del cielo, dell'abísso e della primavera. Quando si mostra riscuote il

rispetto del popolo. Quando parla, il popolo gli crede. Quando agisce, il poolo lo

stima. La sua fama si propaga ovunque nel regno e raggiunge i barbari del

settentrione e dei meridione. Ovunque l'uomo viaggi e lavori, ovunque il cielo

ricopra e la terra sostenga, ovunque sole e luna rischiarano con la loro luce, ovunque

ci siano rugiada e brina - ovunque l'uomo elevato raccoglie rispetto. Pertanto, si è

soliti dire che è come il Cielo.

§ 32 §

Ovunque sotto il cielo solo chi ha ottenuto l'equilibrio può fissare le norme che

regolano le attività umane, può decidere l'essenziale e conoscere l'azione di Cielo e

terra che produce e nutre ogni cosa. Come potrebbe costui ricercare qualcosa fuori

da sé medesimo? Sua è difatti una superiorità vera e profonda e vasta. Chi sa

17

conoscere l'uomo superiore se non colui che è a sua volta solido, acuto, pieno di

intelligenza e che sa riproporre l'azione del Cielo per quanto difficile sia da

comprendere?

§ 33 §

“Il libro dei canti” afferma: Sopra l'abito di seta indossa una semplice veste, così non

ostenterai i lusso. Allo stesso modo l'uomo elevato nasconde la norma e ciò

nonostante essa si manifesta in lui sempre di più. L’uomo comune, invece, esibisce la

propria e ciò nonostante essa si attenua in lui sempre di più. Il signore sa rendere

insapore la propria norma così da non disgustare nessuno - la rende semplice e però

ricca, cortese e però granitica.

Le cose lontane nascono da quelle vicine. Ciò che si manifesta scaturisce da ciò che

non si manifesta.

“Il libro dei canti” dice: Pur sprofondandosi e nascondendosi, l'uomo elevato è

sempre visibile. Il signore è contento quando, esaminandosi, si vede privo di

errore. Ha cura di sé anche laddove gli uomini non possono vederlo.

“Il libro dei canti” dice: Abbi cura affinché nella tua casa, anche nel più riposto

cortiletto, non vi sia motivo di vergogna. Pertanto, anche se non si muove il signore

ottiene rispetto, e anche se non parla ottiene fiducia.

“Il libro dei canti” afferma: Fate le offerte senza dirlo, così da non provocare

disagio. Pertanto, il signore non ricompensa nessun uomo e ciò nonostante il popolo

si sente stimolato. Il signore sa farsi rispettarsi senza palesare collera.

“Il libro dei canti” dice: Non serve esibire l'azione perché sia imitata. Pertanto, il

signore si comporta lealmente e con rispetto, e ogni cosa che esiste sotto il cielo sta

nella pace.

“Il libro dei canti” dice: Non importa che abbia voce e volto ciò che può influenzare il

popolo.

L’azione è lieve come piuma, ma la piuma ha dimensioni. L’azione del Cielo non ha

voce e non ha odore - ed è questo il massimo!

18

Note

1. Ciung ni: nome da adulto di Confucio. Ai tempi in cui visse, era tradizione in Cina

conferire a ogni bambino un nome d'infanzia, detto ming. A vent'anni riceveva un

nome d'adulto, detto tse. In famiglia le persone continuavano a essere chiamate

confidenzialmente con il nome d'infanzia. Fuori dalla famiglia e negli atti ufficiali

venivano invece chiamate con il nome di adulto.

2. Il maestro: cioè Confucio.

3. L'uomo elevato: nei testi confuciani ricorre il termine “uomo elevato" e, più

frequentemente, "uomo superiore". Il termine originale è quello cinese di Scieng e

sta per uomo di grande elevazione spirituale, santo o, appunto, confuciano. Nelle

traduzioni in varie lingue occidentali (inglese, francese, tedesco ecc.) dei testi

confuciani il termine è tradotto anche come "uomo saggio", "uomo sacro". In ogni

caso, incontrando termini quali “superiorità”, “uomo superiore" ecc., è bene riferirsi

sempre a concetti quali "elevazione spirituale", “uomo spiritualmente elevato" ecc.

4. In Cina era viva la convinzione dell'esistenza di un mondo spirituale, e quindi di

entità spirituali che agivano sul mondo materiale influenzandolo. Gli spiriti, secondo

i cinesi, erano essenzialmente di due generi: quelli che esprimevano,

personificandole, le forze della natura; e gli spiriti dei defuntí. Gli antichi cinesi

ritenevano che questi spiriti intervenissero nelle opere e anche nei pensieri degli

uomini.

5. Tra i quattro mari: espressione tipicamente cinese per indicare il mondo nella sua

vastità e interezza.

6. Confucio distingue tra il popolo e gli uomini, attribuendo il titolo di "uomo" a

quella persona che ha raggiunto la superiorità ovvero l'elevazione spirituale.

7. Nel pensiero e nella pratica del confucianesimo rito non ha solo un significato

religioso. Il termine rito si riferisce a tutto quel consistentissimo e severissimo

insieme di cerimoniali che regolavano la vita politica e ufficiale, e che serviva a

ordinare e sottolineare ogni aspetto della vita della società e del popolo. I riti, quindi,

divenivano un mezzo per spezzettare, spiegare e disciplinare il corso della esistenza

collettiva e individuale. Imponevano con rigore estremo a ognuno la consapevolezza

di ogni azione espletata e subita. Sarà, poi, il taoismo, con la sua carica dirompente e

"rivoluzionaria" rispetto alla rigidità confuciana, a porre in dubbio il rito inteso in

tale accezione.

8. L'equilibrio: la parola cinese cen è tradotta come "equilibrio" o "stato, condizione

di equilibrio". Nelle varie traduzioni dei testi confuciani nelle diverse lingue

occidentali, questo stesso termine è tradotto anche come "sincerità", "sincerità

assoluta", "integrità", "bontà". Si tende ora a preferire il termine "equilibrio" in

quanto più prossimo al concetto di "posizione di mezzo" che è costante nel pensiero

di Confucio.

9. Nell'antica Cina gli indovini esaminavano le foglie di certe piante e, appunto, i

gusci delle tartarughe.

19

MASSIME

É necessario conoscere il punto dove bisogna fermarsi, il punto al quale

arrivare. Conoscendolo, si ha la tranquillità. Avendo la tranquillità, si ottiene la

pace. Ottenendo la pace, si possono prendere le decisioni. Potendo prendere le

decisioni, si può agire.

L’uomo non deve prendersi molta cura di ciò che ha scarsa importanza, e non deve

prendersi scarsa cura di ciò che ha molta importanza.

L’uomo elevato si comporta sempre con criterio e attenzione, anche quando sta solo.

Volendo coltivare se stessi occorre prima regolare la propria mente. Questo vuol

dire che quando si cade in preda alla collera, non è più possibile essere equilibrati. Lo

stesso se si è preda della paura, della gioia e della malinconia. Quando si è preda di

questi sentimenti la mente è come assente, e allora anche se si guarda non si vede,

anche se si ascolta non si sente, anche se si mangia non si coglie il sapore dei

cibi. Ecco perché volendo coltivare se stessi occorre anzi tutto regolare la propria

mente.

Volendo gestire il regno occorre prima saper gestire la propria famiglia.

Quando un uomo comune gestisce il regno, danni e sciagure giungono insieme!

Il maestro disse: Parole astute e comportamenti subdoli hanno poco a che fare con

l'elevazione dell'uomo.

Non è grave il fatto che gli uomini non ti conoscono. E grave il fatto che tu non li

conosca.

Il maestro disse: Come è possibile non conoscere un uomo se si considerano le sue

azioni e i motivi che le determinano? Se si comprende ciò che, gli dona gioia?

Volevano apprendere senza riflettere. È pericoloso riflettere senza apprendere.

A proposito dei sacrifici agli antenati e agli spiriti, Confucio diceva: Se non fossi io

stesso a compiere i sacrifici, sarebbe come se non li facessi.

Se fai un torto al Cielo, nessuno può intercedere a tuo favore.

20

Gli uomini aborrono la povertà e l'indegnità. Ciò nonostante, queste cose non vanno

evitate se per farlo occorre impiegare mezzi e modi contrari alla norma.

Il maestro disse: Chi è capace di moderarsi raramente si perde.

L’uomo elevato è lento a parlare ma rapido ad agire.

Il maestro disse: Non ho mai conosciuto un uomo che accorgendosi dei propri errori

riuscisse ad attribuirli a se stesso.

Nascendo l'uomo è lineare. Quando non è più lineare, egli evita la morte per puro

caso!

L’uomo elevato che desidera raggiungere un punto elevato cerca dì portare con sé

anche gli altri. Volendo capire, cerca che anche gli altri capiscano. In questo sta la

forza dell'elevazione spirituale: offrire se stesso come esempio.

Il maestro disse: Si può essere felici anche mangiando un cibo molto semplice,

bevendo acqua schietta e avendo come cuscino unicamente il proprio braccio

ripiegato. Le ricchezze e gli onori ottenuti sconvenientemente hanno per me il

valore di nuvole nel vento.

Il maestro era cordiale ma con dignità, rigoroso ma mai duro, rispettava gli altri

senza mai perde il rispetto di sé.

Si può istigare il popolo a seguire una causa, mai però a capirla.

Il maestro espresse l'intenzione di recarsi a vivere tra i barbari che risiedono a

Est. Gli chiesero allora: Come puoi tu vivere tra i barbari? Confucio rispose: Dove

abita un signore come possono esserci barbari?

Osservando il fiume scorrere il maestro disse: Le cose passano via come quest'acqua,

senza fermarsi mai.

Il maestro disse: Aspettate che giunga la stagione del freddo, saprete allora che i pini

e i cipressi non perdono le foglie.

Confucio non sedeva mai su una stuoia che non fosse disposta nel modo giusto.

Il maestro disse: Il mio allievo Hui approva ogni mia parola e quindi non mi aiuta.

Non conoscendo la vita, com'è possibile conoscere la morte?

Chi si comporta prudentemente, parla prudentemente.

21

Un allievo riferì di avere incontrato delle difficoltà nel descrivere il

maestro. Confucio allora commentò: Perché non hai detto semplicemente, Egli è il

genere di uomo che scorda di mangiare quand'è impegnato nella vigorosa ricerca

della conoscenza, che ha in sé una tale gioia che scorda i propri affanni, e che non si

accorge della vecchiaia che sopravanza?

Il maestro disse: Le cose che mi preoccupano sono l'incapacità di coltivare la virtù,

l'incapacità di approfondire ciò che ho appreso, l'incapacità di elevarmi a ciò che ho

sentito essere giusto, l'incapacità di correggermi laddove ho dei difetti.

L’uomo elevato si carica del peso dell'umanità.

Studiare intensamente e avere una volontà ben salda, formulare domande sulle

questioni importanti, riflettere su quelle che ci riguardano da vicino l'elevazione

spirituale consiste anche in questo.

Quando il signore ottiene la fiducia del popolo, può far lavorare il popolo. Se non

ottiene questa fiducia, il popolo lo riterrà soltanto severo.

Quando il signore ottiene la fiducia del popolo, può anche rimproverarlo. Se non

ottiene questa fiducia, il popolo si riterrà insultato.

Avere un pensiero equilibrato vuol dire non trarre se stessi in inganno.

Se viene emesso un ordine ingiusto, ritornerà ingiusto a chi lo ha emesso. Così, i

beni ottenuti in modo ingiusto ci vengono tolti in modo ingiusto.

Il maestro disse: Senza esercitare severità il signore non raccoglie rispetto e la sua

cultura non è solida. Pertanto, il signore ha per amici i suoi simili e quando sbaglia

nel selezionarli subito rimedia.

Sarà degna di stima la volontà di apprendere nel signore che mangia però senza

saziarsi, che ha una dimora però senza agi, che è alacre nel lavoro però cauto nel

parlare, e che per migliorare frequenta gli uomini che seguono la norma.

Il maestro disse: Oggi il rispetto filiale consiste nel riuscire a nutrire i genitori così

come si nutre il cavallo o il cane. La differenza sta nel rispetto.

Il maestro disse: Ascolta molte cose e scarta quelle in dubbio e poi comportati con

molta prudenza con le restanti. Avrai così una minore possibilità di

sbagliare. Guarda molte cose e scarta quelle pericolose e poi comportati con molta

prudenza con le restanti. Avrai così minori occasioni di pentirti.

Entrando nel tempio degli antenati il maestro chiedeva la spiegazione di ogni

minimo particolare. Allora qualcuno commentò, Come è possibile affermare che

22

Confucio conosce i riti? Bisogna spiegargli ogni cosa ogni volta che entra nel

tempio. Sentito ciò, il maestro disse: Il rito consiste appunto in questo!

Un allievo chiese a Confucio quali fossero i suoi desideri. Il maestro rispose: Vorrei

confortare gli anziani, infondere fiducia negli amici, dare tenerezza ai giovani.

Non lamentarsi della povertà è difficile. Non andare orgogliosi della ricchezza è

facile.

Può mai avere paura chi, guardando in sé, non trova errori?

Il maestro disse: L’uomo elevato si sforza di rinsaldare negli altri gli aspetti positivi,

mai quelli negativi. L’uomo comune fa il contrario.

L’uomo elevato ha dignità ma mai arroganza. L’uomo comune ha arroganza ma mai

dignità.

Colui che sa essere costante, che sa perseverare, che ha misura nelle parole e

autocontrollo, che mai alza la voce ebbene, costui si avvicina all'elevazione.

È nel disordine che occorre agire con temerarietà e parlare con

prudenza. Nell'ordine si può invece sia parlare sia agire con temerarietà.

Non preoccuparti se gli uomini non ti conoscono: devi preoccuparti del perché non ti

conoscono.

E quando non si sa vedere lontano che la disgrazia è vicina.

Come criticare, chi poco chiede agli altri e molto a se stesso?

Il maestro disse: L’uomo elevato ricerca se stesso. L’uomo comune cerca gli altri.

L’uomo elevato dimostra dignità e non si scontra con nessuno. È cordiale e non si

lega a nessun partito.

Una piccola impazienza rovina un grande progetto.

L’uomo elevato si manifesta nelle grandi imprese.

L’uomo comune in quelle piccole.

Il maestro disse: L’uomo elevato è sicuro ma mai ostinato.

Se non si percorre la medesima strada com'è possibile darsi l'un l'altro dei consigli?

23

Quando parli è sufficiente che il significato sia chiaro.

Confucio disse: Tre cose vanno apprezzate e tre cose vanno disprezzate.

Le prime tre sono: saper trarre godimento dai riti e dalla musica; da un uomo che

abbia esperienza della norma; da un uomo meritevole. Bisogna disprezzare il lusso, il

soffermarsi nell'ozio, e la dissolutezza.

Trattare con uomini e donne comuni è assai difficile. Se li lasci avvicinare si

dimostrano irrispettosi nei tuoi confronti, se invece li allontani dimostrano

risentimento.

Non conosce gli uomini chi non sa vagliare le parole.

Gli errori dell'uomo elevato sono come eclissi di sole e di luna: tutti gli uomini

possono vederli. Quando poi l'uomo elevato corregge se stesso, tutti possono

rendersene conto.

Diceva Confucio che l'uomo rivela se stesso nel momento in cui porta il lutto per i

propri genitori.

Non sempre l'ostentata dignità corrisponde a un comportamento elevato.

Nel lutto è importante il dolore. Null'altro!

Se il funzionario di stato è stufo del proprio incarico, si metta a studiare. Se lo

studioso ne ha abbastanza del proprio lavoro, assuma un incarico nello stato.

L’uomo elevato presenta tre aspetti: da lontano è austero, da vicino è cordiale,

quando parla è rigoroso.

Se chi comprende la norma non compie sforzi per diffonderla, e se chi si attiene alla

norma lo fa esitando, allora poco importa che viva o che muoia.

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Confucio

Il Costante mezzo

La vita e le opere

Confucio (latinizzazione dei nome cinese K'ung Fu Tsu, che significa "Maestro

Kung") nacque l'anno 551 a.C. nello stato di Lu, non lontano dall'attuale distretto di

Shantung. Il suo nome d'infanzia era Ciu, quello d'adulto Ciung-ni. La sua vita è

ampiamente narrata dal grande storico cinese Su-ma-cien, vissuto tra il 145 e l'86

a.C. Nei suoi “Documenti storici” viene spiegato che Confucio era di nobile famiglia

appartenente alla casata reale Sung. Trasferitasi nel piccolo regno di Lu, la famiglia

si era successivamente impoverita. Il padre di Confucio era stato un grande generale

dei regno di Lu. Morì lasciando Confucio orfano ad appena tre anni. Fu dunque

allevato dalla madre, che aveva sposato il generale quando questi era già più che

settantenne. Il matrimonio fu infatti un fallimento e i genitori di Confucio vissero

quasi sempre separati. La madre, racconta Su-ma-cien, tenne nascosta a Confucio

perfino l'ubicazione della tomba del padre. Il giovane finì col conoscerla grazie alle

rivelazioni di una contadina. Nonostante questa frattura famigliare, fece del culto

della famiglia, e in particolare del padre e degli antenati, uno dei cardini del suo

insegnamento e della sua etica. In giovane età Confucio fu un autodidatta e si

interessò quasi subito e quasi esclusivamente di storia antica. Gli venne data moglie

all'età di diciannove anni. Si impiegò come funzionario dello Stato, dapprima con

l'incarico di gestire i pubblici granai, e poi di sovrintendere all'allevamento e alla

cura degli animali destinati ai sacrifici. Nel 501 a.C. venne nominato primo ministro

dello stato di Lu. Pochi anni dopo, disapprovando la politica del signore di Lu, si

dimise e cominciò a viaggiare per proprio conto da uno all'altro dei molti stati della

Cina feudale. Si procurava da vivere insegnando. Gli ultimi tre anni li trascorse di

nuovo a Lu dove insegnò e si concentrò sullo studio dei classici. Morì nel 479 a.C. e

venne sepolto a Ciufu, dove oggi è possibile visitare la sua tomba e la raccolta di

cimeli che documentano la sua vita. Le opere "confuciane" giunte sino a noi sono

state, nella gran parte, redatte dai suoi allievi e seguaci, che annotavano e

registravano quei pensieri e quei commenti che via via il maestro andava

enunciando. Sussistono pochi dubbi sull'autenticità di questi testi, data la loro

coerenza di pensiero e la filosofia che li informa. Tali testi sono: Gli studi superiori

("ta hsue"); Il costante mezzo ("ciun yung") e I colloqui ("lun yun").

Figlio di un'aristocratica famiglia impoverita, orfano di padre, autodidatta, Confucio

si dedicò assai presto agli studi. Soprattutto, amava insegnare ed è quasi sempre

insegnando che si guadagnò da vivere. Fu certamente un uomo strano e diverso

2

anche per i suoi tempi. Vagabondò in lungo e in largo per la Cina feudale, ma non

pensò mai di creare "scuole"; ciò nonostante, attorniato da un piccolo stuolo di

seguaci, in particolare da sedici discepoli, o "allievi", ai quali era particolarmente

affezionato, pose le basi di quella che è stata la Cina per oltre duemila anni, e di

un'etica tra le più influenti del mondo. Attinse la sua straordinaria saggezza e la sua

enorme cultura allo studio dei classici - vale a dire alla riscoperta dell'antichità.

Infatti, dall'approfondita analisi degli usi e dei costumi e dell'etica di quello che

reputava l'ideale periodo storico - l'inizio della dinastia Ciu - trasse il suo

insegnamento sociale e politico, che auspicava il più grande rispetto morale per

l'ordine. Secondo Confucio, l'atto di governare doveva tradursi, sempre, in "ogni

cosa al giusto posto". Governare bene significa, per Confucio, mettere ordine e

mantenere ordine sulla base di rigorosi principi morali trasmessi dal signore -

dall'uomo superiore, cioè spiritualmente progredito ed elevato - mediante l'esempio:

sono indicative in questo senso due massime confuciane:

Il Maestro espresse l'intenzione di recarsi a vivere tra i barbari che risiedono a Est. Gli

chiesero allora: Come puoi tu vivere tra i barbari? Confucio,rispose: Dove abita un signore

come possono esserci barbari?

L'uomo elevato che desidera raggiungere un punto elevato cerca di portare con sé anche gli

altri. Volendo capire, cerca che anche gli altri capiscano. In questo sta la forza dell'

elevazione spirituale: offrire se stesso come esempio.

Sviluppò, Confucio, una cultura straordinaria per i suoi tempi. Fu anche archeologo

insigne e, con le sue ricerche, restituì alla Cina in misura notevole il senso dei

proprio passato e della propria peculiare unicità.

Insegnava, dunque, e studiava. Era in conflitto costante d'idee con i potenti ma

sapeva all'occorrenza servirli e consigliarli. Era felice quando poteva starsene con i

suoi discepoli nella sua casa, quando poteva leggere e ascoltare la musica. E rimasta

famosa questa descrizione di Confucio: "Gentile, allegro, e senza sapere mai dove

andare!"

Intorno ai cinquant'anni la sua statura morale finalmente si impose. Venne nominato

magistrato (è di questo periodo un suo commento: Presiedendo ai processi mi

comporto come chiunque altro, ma quanto meglio sarebbe se di processi non ve ne

fosse nessuno!), poi gli furono affidati importanti incarichi di Stato: segretario alle

opere pubbliche, segretario alla giustizia. Quindi, nel 496 a.C., divenne primo

ministro del re. Si adoperò intensamente per tradurre in prassi comune le sue teorie

politiche, per immettere nello Stato il suo pensiero morale. Riuscì in molto, ma non

in tutto. E diffatti finì col dimettersi e riprese a vagabondare. Sembrava fare apposta

a viaggiare scomodamente, e anche pericolosamente. Fu spesso aggredito dai banditi

e subì calamità naturali di ogni genere, tanto che i discepoli che sempre lo seguivano

avevano timore ad accompagnarlo. Confucio non ci badava. Pensava a insegnare e a

suonare le sue musiche predilette. Veniva in quegli anni descritto come una persona

serena, umile ma sempre molto sicura di sé. Dopo quattordici anni di quella vita

errabonda decise all'improvviso di tornare a Lu. Spiegò ai discepoli che occorreva

3

affrettarsi a insegnare la "norma" alle giovani generazioni. Rientrò in patria che

aveva 67 anni. Trovò, a Lu, che uno dei suoi primi discepoli era divenuto un

importante ministro. Iniziò per Confucio un breve ma fecondissimo periodo di studi.

É in quegli ultimi anni che scrisse anche un importante avvertimento sulla necessità

di rispettare la gerarchia.

Confucio morì a 72 anni, avendo ormai acquisito fama di grande maestro. Non

immaginava però l'influenza che i suoi insegnamenti già stavano esercitando, e che

per secoli avrebbero esercitato, in tutta la Cina e oltre. É in Oriente che è stato

inizialmente divulgato l'insegnamento secondo il quale Dio Creatore (il Cielo, per

usare la terminologia confuciana) ha inviato nelle varie epoche e nei diversi luoghi

della civiltà umana, dei suoi messaggeri, dei suoi figli. Questi uomini sacri, questi

"figli del Cielo", in diversi momenti della storia e in diverse civiltà, ebbero il compito

di ricondurre l'uomo alla legge originaria, riavvicinandolo alla volontà dei Creatore.

Spiega questo insegnamento che la struttura e lo stile di quanto i diversi messaggeri

divulgarono varia, perché diversa fu l'epoca in cui operarono, diversi i contesti. Ma

la base, l'essenza, rimase unica sempre.

Confucio fu dunque un figlio del Cielo, secondo questo pensiero. Un uomo ispirato e

quindi ispiratore, che poté introdurre nel proprio tempo, in modo comprensibile e

accettabile in quella cultura, un insieme di leggi universali. C'è chi osserva come

Confucio non fosse un capo religioso, e come il confucianesimo non sia, e non sia

stato mai, una religione. Ed è vero. A questo è stato risposto, appunto in Oriente,

"La legge di Dio è forse una religione? É soltanto una religione? C'è Dio dove si

rispetta Dio e ci si comporta come figli del Cielo?"

4

Il costante mezzo

§ 1 §

Chiamiamo natura la legge dell'universo. Chiamiamo norma il seguire questa

legge. Chiamiamo educazione la pratica della norma. A noi non è possibile

allontanarci neppure per un attimo dalla norma. Se potessimo farlo, non sarebbe la

norma. E per questo che il signore ha un atteggiamento prudente e attento verso

tutto ciò che ancora non è possibile vedere, ed è timoroso e si preoccupa per tutto ciò

che ancora non è possibile udire. Nulla è più evidente di ciò che è nascosto, nulla

risalta più chiaramente di ciò che è molto piccolo. Ecco perché il signore si comporta

in modo assai prudente anche quando è solo.

Si è in una posizione di mezzo, ovvero di centro, quando non si è preda della collera

o della gioia, della malinconia o del piacere. Quando invece si provano queste

emozioni però senza oltrepassare il giusto equilibrio, allora si è in una situazione di

armonia. Il mezzo è la grande origine di ogni cosa che esiste, e l'armonia ne

rappresenta l'aspetto favorevole e positivo.

Giunti nella posizione di mezzo e conseguita l’armonia, allora Cielo e terra sono al

loro posto ed è così che ogni cosa sotto il cielo può svilupparsi.

§ 2 §

Ciung-ni disse: Il signore pratica il costante mezzo. (1) L’uomo comune invece non

lo pratica. Il signore cerca di raggiungere il costante mezzo avendo l'opportunità di

essere nel mezzo. L’uomo comune non cerca di raggiungere il costante mezzo in

quanto nulla ha da evitare e nulla ha da perdere.

§ 3 §

Il maestro disse: Il costante mezzo è il massimo, (2) l'apice e il vertice, e sono pochi

gli uomini capaci di attenervisi a lungo.

§ 4 §

So bene che la norma non viene praticata. Coloro che la conoscono proseguono oltre

e gli stupidi non giungono a praticarla. So anche che la norma non può essere

spiegata. Gli uomini elevati vanno oltre a essa, gli immeritevoli non giungono a

capirla. Non è forse vero che tutti gli uomini possono mangiare e bere, ma soltanto

pochi sanno capire ciò che ha sapore?

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§ 5 §

Il maestro disse: La norma non è affatto praticata!

§ 6 §

Il maestro disse: Sciun, l'imperatore, era molto sapiente. Gli piaceva formulare delle

domande e poi soppesare le parolea nche più semplici. Non svelava il lato negativo

delle parole; divulgava piuttosto le parole che scaturivano dall'esperienza. Dovendo

agire nei confronti del popolo, teneva conto dei due estremi e applicava il giusto

mezzo. Grazie a questo comportamento è diventato Sciun, l'imperatore.

§ 7 §

Il maestro disse: Ogni uomo sostiene di sapere. Così facendo finisce in una rete, in

una trappola che non sa come evitare. Ogni uomo sostiene di sapere. Se però ogni

uomo si attiene al costante mezzo, lo fa per un mese appena.

§ 8 §

Il maestro disse: Huei, il mio discepolo, è uomo che applica il costante mezzo. Lo

pratica davvero e se lo porta in cuore. Non lo smarrisce mai!

§ 9 §

Il maestro disse: Tutto si può governare - la famiglia, il regno, ogni cosa esistente

sotto il cielo. A tutto si può rinunciare - a onorificenze, a prestigiosi incarichi. Si può

anche camminare su lame taglienti e ciò nonostante, si può non essere capaci di

praticare il costante mezzo.

§ 10 §

Il discepolo Tse-lu chiese a Confucio di parlare della forza. Il maestro allora disse: Ti

riferisci alla forza dei paesi del Sud, o a quella dei territori del Nord? Oppure alla

tua?

Comandare con cortesia e gentilezza senza mai vendicarsi di chi non segue la norma

- è questa la forza dei paesi del Sud. Il signore sa esercitarla. Stare sempre con le

armi pronte e poi morire senza alcun sentimento di odio - ecco la forza dei territori

del Nord. La esercitano i forti. Pertanto, il signore sa intrattenere buoni rapporti con

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tutti, senza eccedere in nulla. Così, la sua forza è solida. Il signore pratica il costante

mezzo e non pende né da un lato né dall'altro. La sua forza è solida. Se il regno non è

retto dalla nonna, vi subentra la morte. La sua forza è solida.

§ 11 §

Il maestro disse: Mai indagherò l'arcano o compierò gesta singolari allo scopo di

essere ricordato dalle generazioni future. Il signore pratica la norma e nell'azione vi

si adegua. Mai potrò seguire una stradale abbandonarla prima di averla percorsa

tutta. L’uomo elevato pratica il costante mezzo. Solo l'uomo elevato riesce a

distaccarsi dal mondo, a non perseguire notorietà, a non avere attaccamenti e quindi

rimpianti.

§ 12 §

L’uomo elevato persegue una norma sottile e ardua. (3)

Uomini e donne, sebbene limitati, possono attingere alla sua sapienza. Ma neppure

l'uomo e levato può raggiungere il vertice della sapienza. Sebbene limitati, uomini e

donne possono conformarsi a essa, ma nemmeno l'uomo elevato può raggiungerne il

vertice. Pur grandi, il cielo e la terra non bastano e l'uomo elevato, se parla della

norma, parla di una grandezza che non può essere racchiusa da tutto quanto esiste

sotto il cielo. La sottigliezza di cui parla, parlando della norma, é più sottile della più

sottile cosa che esiste sotto il cielo.

“Il libro dei canti” afferma: Il falco si innalza al cielo, il pesce discende

nell'abisso. Dunque la norma si esprime sia in alto sia in basso. La norma dell'uomo

elevato ha le radici negli uomini e nelle donne comuni, poi si estende fino ad

abbracciare il cielo e la terra.

§ 13 §

Il maestro disse: La norma non è lontana dall'uomo. Se gli fosse lontana, che norma

sarebbe?

“Il libro dei canti” dice: Quando si fa il manico di un ascia, -il modello è li accanto. Si

osserva il manico del modello e si taglia l'altro. Guardando entrambi in prospettiva,

ci sembra di vederli lontani l'uno dall'altro. Allo stesso modo, il signore, governa

l'uomo tenendo a modello l'uomo.

Chi rispetta i principi della propria natura non è lontano dalla norma. Né è lontano

dalla norma chi non si comporta con gli altri come non vorrebbe che gli altri si

comportino con lui.

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Il signore mette in pratica quattro norme, delle quali neppure una io so

praticare. Non so rispettare mio padre come desidero faccia mio figlio con me. Non

so servire il signore come desidero faccia un mio suddito con me. Non so rispettare il

mio fratello più anziano come desidero che il mio fratello più giovane faccia con

me. Non so agire per primo verso un amico come voglio che lui faccia con me.

Chi si applica con costanza all'azione e presta costante attenzione alle parole che

pronuncia, si sforza allora di colmare le proprie lacune e di eliminare i propri eccessi,

cosicché le parole sono come l'azione, e l'azione corrisponde alle parole. É questa

coerenza che distingue il signore.

§ 14 §

Il signore si comporta secondo il suo proprio rango e non desidera nulla di ciò che

appartiene a un rango superiore. Se è giusto onorare la ricchezza, occorre

comportarsi onorandola. Se è giusto appartenere a un basso rango, occorre

comportarsi secondo tale basso rango. Se è giusto appartenere a una tribù selvaggia,

occorre comportarsi secondo i canoni della tribù selvaggia. Se dolore e disastri sono

giusti, occorre comportarsi secondo dolore e disastri. Il signore dev'essere se stesso

in ogni circostanza.

Appartenendo a un rango elevato, non bisogna offendere gli inferiori. Appartenendo

a un rango inferiore, bisogna lasciarsi guidare dai superiori.

Chi è sufficiente a se stesso e non chiede ad altri, non avrà a risentirsi di nulla.

Il superiore non si irrita con il Cielo, non si lamenta degli inferiori - il signore

rimane calmo e attende il destino. L’uomo comune corre pericoli perché ricerca la

prosperità.

Il maestro disse: Il signore è come l'arciere - se manca il bersaglio ricerca la causa in

se stesso.

§ 15 §

La norma del signore è come il comportamento di chi, dovendo raggiungere un

luogo lontano, inizia il viaggio da un luogo inevitabilmente vicino. É come il

comportamento di chi, dovendo raggiungere una vetta, inizia la scalata

inevitabilmente dal punto più basso.

“Il libro dei canti” afferma: Moglie e figli si amino e siano in accordo come

nell'armonia della lira e del liùto; fratelli maggiori e fratelli minori siano in armonia

e traggano motivo di piacere e di contentezza dai buoni rapporti tra loro. Sono

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queste le cose che arrecano ordine nella famiglia e nella dimora, e gioia nella moglie

e nei figli.

Il maestro disse: Quale contentezza e quale vantaggio per il padre e la madre!

§ 16 §

Il maestro disse: Com'è incisiva e multiforme l'azione degli spiriti! (4) Osservandola

non la vedi, ascoltandola non la senti. Gli spiriti compenetrano le cose e sono da esse

inseparabili.

Gli spiriti fanno sì che dovunque sotto il Cielo gli uomini digiunino e si mettano gli

abiti migliori per le cerimonie. Occupano numerosissimi ogni cosa dovunque.

“Il libro dei canti” dice: Indagare il mondo degli spiriti non è possibile, ma come

ignorarne l'esistenza? Ciò che è misterioso si manifesta, e avvengono fenomeni che è

impossibile negare!

§ 17 §

Il maestro disse: Sciun palesava un grande rispetto filiale. Si comportava come un

uomo elevato ed era venerato come "figlio del Cielo", non c'era ricchezza tra i

quattro mari che non fosse sua, (5) compiva sacrifici sull'altare degli antenati e così

avrebbero fatto poi i figli suoi e i nipoti. Questo comportamento fu per lui motivo di

inevitabile elevazione del rango, della prosperità e della fama che fino a tarda età gli

appartennero.

Difatti il Cielo dà origine a ogni cosa, e a ogni cosa conferisce la sua capacità. Nutre

la pianta che cresce e abbatte quella che stenta.

“Il libro dei canti” afferma: Il nostro illustre e benamato signore compie azioni

eccellenti, mette ordine tra il popolo e tra, gli uomini, (6) ha ottenuto protezione dal

Cielo che infatti lo aiuta e che gli affida la missione, e che queste cose sempre gli

rinnova.

A motivo di questo suo elevato comportamento, riceve dal Cielo il potere.

§ 18 §

Il maestro disse: Soltanto il re Wen non ebbe dolore. Suo padre fu il re Ci ed ebbe

per figlio Wu. Il figlio seppe trasmettere ciò che suo padre aveva fatto. Dunque il re

Wu continuò l'opera di re T'ai, di re Ci e di re Wen. Un'unica volta mosse guerra

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conquistando tutto ciò che esiste sotto il cielo ed ebbe dovunque una grande

fama. Lo venerarono come "figlio del Cielo" e possedeva tutte le ricchezze esistenti

tra i quattro mari. Compiva sacrifici al tempio degli antenati, e altrettanto avrebbero

fatto poi i suoi figli e i suoi nipoti.

Il re Wu ottenne dunque il potere, poi il signore di Ciu completò l'opera di Wen e di

Wu, e conferì dopo la loro morte il titolo di imperatore sia a T'ai sia a Ci, cosicché

poté fare sacrifici ai suoi nobili antenati secondo il rito imperiale.

Questi riti si estesero a tutti i nobili e a tutte le alte cariche, così pure ai saggi, agli

studiosi e alle masse del popolo.

Quando il padre è un alto ufficiale dell'esercito e il figlio uno studioso, le onoranze

funebri del padre devono essere quelle per un alto ufficiale, e il sacrificio del figlio

per l'antenato quello di uno studioso. Quando il padre è uno studioso e il figlio un

alto ufficiale, le onoranze funebri del padre devono essere quelle per uno studioso e il

sacrificio del figlio per l'antenato quello di un alto ufficiale. Cosi, la consuetudine di

un anno di lutto si estese anche agli alti ufficiali e quello di tre anni di lutto

all'imperatore.

É unico e identico il lutto per il padre e per la madre e non c'è differenza fra nobili e

gente comune.

§ 19 §

Il maestro disse: Era invero grande il rispetto filiale dimostrato dall'imperatore Wu

e dal signore di Ciu! Questo loro rispetto filiale li portò a fare proprie le esperienze e

gli intendimenti di coloro che li avevano preceduti, comportandosi di

conseguenza. Ogni primavera e ogni autunno facevano compiere delle grandi pulizie

nel tempio degli antenati, esibivano gli utensili, le insegne e gli abiti e facevano

offerte con i prodotti della stagione. In occasione dei riti nel tempio degli antenati

venivano stabilite le precedenze secondo il rango, nonché tra nobili e gente comune,

e secondo benemerenze e meriti. Nei brindisi gli inferiori servivano i superiori,

cosicché anche gli inferiori potevano partecipare al rito. Poi, durante il banchetto che

seguiva la cerimonia, le precedenze venivano stabilite secondo l'età dei partecipanti.

Occupare i posti che gli antenati avevano occupato in vita, eseguire i riti che loro

avevano seguito, suonare la loro musica, onorare ciò che loro avevano onorato,

amare ciò che loro avevano amato, servirli e rispettarli nella morte così come nella

vita come se non se ne fossero mai andati: è questo il più alto rispetto filiale.

Mediante il rito al Cielo e alla terra si rende onore al "Sovrano celeste"; mediante il

rito agli antenati si rende onore a coloro che ci hanno preceduti.

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Così, per chi sa capire il rito al Cielo e alla terra e, (7) il significato dei sacrifici offerti

agli antenati, governare è come guardare nel palmo della propria mano.

§ 20 §

Il signore di Ai fece delle domande sull'arte di governare.

Il maestro rispose: Il metodo per governare seguito da Wen e Wu è riportato negli

annali. Se fossero ancora in vita il loro metodo di governo sarebbe palese, siccome

però sono morti, non è più palese.

Il metodo di governo di chi conosce la norma; è come le piante a cui la terra dà

nascita, come le canne che crescono lungo le rive dei fiumi.

Il metodo di governare consiste nell'uomo nell'attrarre gli uomini per mezzo di loro

stessi, secondo la norma; e, ancora, regolandola secondo il criterio della

superiorità. É la superiorità che fa l'uomo; Il fulcro di tutto ciò sta nell'amore verso i

genitori.

Giustizia significa comportarsi nel modo opportuno. La cosa più importante è

onorare i meritevoli. Sono i riti che stabiliscono l'affetto che si deve ai consanguinei

e al parenti secondo la gerarchia i rispetto che va dimostrato ai meritevoli secondo la

giusta graduatoria. Ecco perché il signore deve coltivare se stesso servendo la

propria famiglia. Per essere in grado di servire la propria famiglia deve saper

conoscere gli uomini. Per saper,conoscere gli uomini deve conoscere le leggi che

reggono l'universo.

Per ogni cosa che esiste sotto il cielo le regole sono cinque e i metodi tre.

Per ogni cosa che esiste sotto il cielo le cinque regole sono queste: i rapporti tra il

signore e il suddito, tra il padre e i figli, tra il marito e la moglie, tra il fratello

maggiore e il fratello minore, tra gli amici.

Per ogni cosa che esiste sotto il cielo i tre metodi sono: avere coscienza del proprio

ruolo superiore e quindi della propria missione; avere coraggio; manifestare verso

tutto ciò che esiste sotto il cielo una azione che sia degna di nota. Applicando questi

tre metodi si raggiunge una condizione di unità.

C'è chi queste cose nasce già conoscendole,c'è chi le assimila con lo studio, e c'è chi le

apprende attraversando prove e difficoltà. In ogni caso, si tratta sempre della

medesima comprensione. C'è chi senza fatica alcuna e con vantaggio ne fa la base del

proprio agire; e c'è chi ci riesce con il sacrificio. In ogni caso, l'efficacia è sempre la

medesima.

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Il maestro disse: Chi ama lo studio è prossimo alla conoscenza, chi ama l'azione

compiuta con energia è prossimo alla superiorità, chi sa provare vergogna è

prossimo al coraggio. Sono queste le tre regole che occorre conoscere, ed è questo il

metodo mediante il quale si coltiva se stessi.

Sapere come coltivare se stessi è il metodo con cui arrivare al governo degli

uomini. Sapere come governare gli uomini è il metodo con cui arrivare a governare

la famiglia, il regno e ogni cosa sotto il cielo.

Sono nove le regole seguite da colui che governa la famiglia, il regno e ogni cosa

sotto il cielo.

Queste regole sono: coltivare se stesso, rispettare i meritevoli, amare la famiglia,

rispettare i grandi dello Stato e avere considerazione per quelli di minore rango,

trattare il popolo come si tratta un bimbo, incoraggiare ogni genere di attività e di

lavoro, mostrare cortesia verso, gli stranieri e cordialità verso i nobili.

Coltivando se stesso stabilirà la norma. Rispettando i meritevoli non commetterà

errore. Amando la famiglia non scontenterà i fratelli maggiori e minori. Rispettando

i grandi,dello Stato non commetterà errore. Avendo considerazione per quelli di

minor rango ne sarà contraccambiato. Trattando il popolo come un bimbo stimolerà

tutti a incitarsi l'un l'altro. Incoraggiando ogni genere di attività e di lavoro potrà

utilizzare fino in fondo ogni genere di ricchezza. Mostrando cortesia verso gli

stranieri, li attirerà da ogni dove. Mostrando cordialità verso i nobili sarà rispettato

e temuto ovunque sotto il cielo.

Si incoraggiano i meritevoli coltivando se stessi, facendo digiuni e indossando per i

sacrifici le vesti più belle, attenendosi ai riti, allontanandosi dagli adulatori,

attribuendo poca importanza alla ricchezza e molta all'azione.

Si coltiva l'amore tra i famigliari rispettandone la posizione, incrementando il loro

benessere, condividendo i loro apprezzamenti e il loro disprezzo. Si incoraggiano i

grandi dello Stato usufruendo dell'opera di molti funzionari. Si incitano i funzionari

dimostrando fiducia in loro e incrementando il loro benessere.

Si incoraggia il popolo stabilendo i tempi per il lavoro e alleggerendo le tasse.

Si esortano i lavoratori seguendo la loro opera ogni giorno, esaminandola ogni mese,

e retribuendoli secondo il servizio che hanno reso.

Si onorano gli stranieri e i forestieri andando loro incontro, accompagnandoli alla

partenza, apprezzandone l'esperienza e pazientando se non ne hanno.

Necessario è inoltre ristabilire la successione in quelle famiglie che ne sono rimaste

prive, dare nuova vitalità a regni che più non ne hanno, riportare l'ordine dove non

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c'è più, aiutare i regni che sono in pericolo, regolare a corte le udienze, essere

generosi con chi parte e non avere pretese verso chi arriva.

Colui che governa la famiglia e il regno e ogni cosa che esiste sotto il cielo ha queste

nove regole e un unico metodo per applicarle.

Se si predispongono e preparano le cose per tempo, esse arrivano a soluzione;

altrimenti, non riescono.

Una parola che sia stata meditata per tempo potrà risultare efficace.

Una cosa che sia stata decisa tempestivamente non avrà problemi.

Un'azione che sia stata predisposta per tempo risulterà positiva.

Una norma che sia stata fissata per tempo non risulterà difettosa.

Quando si occupa una posizione inferiore non si può ottenere la fiducia del superiore

e pertanto non si possono comandare gli uomini: esiste una norma per ottenere la

fiducia del superiore. Chi non dimostra fiducia negli amici, non ha la fiducia del

superiore: esiste una norma per ottenere la fiducia degli amici. Non obbedire ai

propri genitori e non amar i non ottiene la fiducia degli amici: esiste una norma per

obbedire ai propri genitori e amarli. Se esaminiamo sinceramente noi stessi, non ci

consideriamo equilibrati, né persone che obbediscono ai propri genitori e che li

amano veramente: esiste una regola per essere persone equilibrate. Se non si sa

comprendere l'esperienza, non si è veramente equilibrati!

L’equilibrio è la norma del Cielo. Raggiungerlo è la norma dell'uomo. (8) Questo

equilibrio privo di costrizioni è il mezzo, e significa raggiungerlo senza affanni.

L’uomo superiore mette in pratica la norma del mezzo senza difficoltà.

Si giunge a questo equilibrio soppesando, bene l'esperienza e poi attenendovisi

rigorosamente.

Per ottenere una grande conoscenza occorre apprendere a valutare, a riflettere e ad

agire con molta attenzione, distinguendo con chiarezza e agendo con la sincerità.

Quando non si comprende qualcosa, oppure quando pur comprendendola non si

riesce a metterla in pratica, non bisogna desistere. Né bisogna desistere se non si

hanno domande, oppure se si hanno domande prive di risposta. Non bisogna

desistere se non si riesce a distinguere, oppure se si distingue però non con

chiarezza. Né bisogna desistere se non si agisce, oppure se si agisce però non con la

sincerità. C'è chi ottiene l'equilibrio in un colpo solo, e chi ci arriva in cento colpi. C'è

chi riesce in dieci colpi, e chi in mille. Questa regola è certamente alla portata degli,

uomini. Così, l'ignorante potrà diventare intelligente, il debole potrà diventare forte.

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§ 21 §

La conoscenza risultante dall'equilibrio si chiama natura. L’equilibrio che risulta

dalla conoscenza si chiama educazione. Quando esiste equilibrio esiste la conoscenza,

e quando esiste la conoscenza esiste l'equilibrio.

§ 22 §

Soltanto i migliori, di ogni cosa che esiste sotto il cielo, sono equilibrati e possono

pertanto manifestare la loro natura in tutta la sua pienezza. Potendo manifestare in

tutta la sua pienezza la loro natura, possono manifestare la natura degli uomini.

Potendo manifestare la natura degli uomini, possono manifestare la natura di ogni

cosa vivente. Potendo manifestare la natura di ogni cosa vivente possono secondare

il Cielo e la terra quando fanno nascere e quando trasformano. Potendo secondare il

Cielo e la terra quando fanno nascere e quando trasformano, possono partecipare

pienamente al Cielo e alla terra.

§ 23 §

Chi viene dietro a queste persone attinge alla loro potenzialità. Ogni potenzialità

deve essere equilibrata. Quando è equilibrata può assumere forma. Assumendo

forma, si manifesta. Quando si manifesta, risplende. Risplendendo, comincerà a

muoversi. Quando si muove causa delle trasformazioni. Causando delle

trasformazioni eserciterà un'influenza. Colui che raggiunge il vertice dell'equilibrio

può esercitare un'influenza su ogni cosa che esiste sotto il cielo.

§ 24 §

Colui che raggiunge il vertice dell'equilibrio può prevedere le cose.

Un nuovo regno, quando sta per sorgere, viene sempre annunciato da lieti

presagi. Invece, quando un regno sta per sprofondare, viene sempre accompagnato

da strani avvertimenti. (9) Presagi e avvertimenti possono essere scorti su foglie e

gusci di tartaruga. Quando stanno per sopraggiungere disgrazie o fortune, dentro o

fuori la nostra personale esperienza, le disgrazie e le fortune possono essere previste.

Perciò, colui che raggiunge un simile equilibrio è come uno spirito.

§ 25 §

L’equilibrio, così come la norma, sono completi. L’equilibrio è inizio e fine di ogni

creatura che vive senza equilibrio non c'è creatura che possa esistere. Pertanto, il

signore sa apprezzare l'equilibrio.

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L’equilibrio è di per sé completo, e completa ogni creatura che vive. L’uomo è reso

completo dall'essere superiore. Tutti gli uomini sono resi completi dalla

comprensione di ciò. Così opera la natura, così entrano in armonia aspetto interiore

e aspetto esteriore. Pertanto, dev'esserci un tempo idoneo per l'azione della natura.

§ 26 §

L’equilibrio al suo vertice è inarrestabile. Siccome non si ferma mai, è

durevole. Essendo durevole, si manifesta. Siccome si manifesta, si fa più vasto ed

esteso. Facendosi più vasto ed esteso, diventa ampio e profondo. Siccome diventa

ampio e profondo, si fa grande e splendente.

Nella sua ampiezza e profondità comprende ogni cosa; nella sua luminosità e

grandezza comprende ogni cosa. Nella sua estensione e durevolezza completa ogni

cosa. E ampio e profondo quanto la terra, vasto e splendente quanto il cielo, grande e

durevole quanto ciò che non ha alcun limite. Pertanto può manifestarsi senza che sia

possibile vederlo, trasforma senza neppure compiere un gesto, e completa ogni cosa

senza nulla agitare.

Il cielo è soltanto un punticino luminoso, ma nella sua vastità contiene sole, luna,

stelle e ricopre ogni cosa. La terra è soltanto un mucchietto di fango, ma nella sua

vastità e profondità contiene lo svettante Monte Hua senza risentisse il peso, e fiumi

e mari e dunque ogni cosa.

Quel monte laggiù è soltanto un mucchietto di sassi, ma nella sua altezza e nella sua

vastità fa crescere piante e alberi; gli uccelli e gli altri animali vi trovano rifugio ed è

ricco di preziosissimi tesori.

Quest'acqua può essere contenuta in un minuscolo cucchiaio, ma nell'incalcolabile

sua vastità nutre le tartarughe grandi e piccole, i coccodrilli e i pesci e racchiude

innumerevoli tesori.

“I1 libro dei canti” afferma: La legge dell'universo è profonda, ed è infinita.

§ 27 §

Immensa è la norma dell'uomo elevato! Si propaga per ogni dove, sta all'origine di

ogni cosa e nutre ogni cosa. E talmente leggera che risale al Cielo. Racchiude i

trecento riti tanto è vasta, e anche le trecento regole del giusto comportamento. Ma

per potere agire necessita dell'uomo giusto. Pertanto si è soliti dire: perché la norma

possa manifestarsi occorre la giusta azione. Questa è la ragione per cui il signore

esamina la natura dell'azione, pone domande e studia. Sviluppa il più possibile la

15

portata dell'azione, ne valuta gli aspetti meno evidenti e poi si mantiene con

costanza in una posizione di mezzo.

Il signore sa ricordare il passato e capire il presente, e acquista importanza e stima al

cospetto degli altri osservando i riti.

Quando si trova in una posizione superiore non mostra superbia, e quand'è, in una

posizione inferiore non palesa disubbidienza.

“Il libro dei canti” dice: L’uomo elevato si salvaguarda grazie alla comprensione e

alla prudenza.

§ 28 §

Il maestro disse: L’uomo volgare che si attiene unicamente al proprio giudizio,

l'uomo inferiore che pretende di addossarsi delle responsabilità, un uomo d'oggi che

vuole applicare le norme antiche - tutti questi incontreranno inevitabili sciagure.

Solo il "figlio del Cielo" può decidere riti, leggi, studi - pertanto, in ogni cosa che

esiste sotto il cielo le ruote dei carri sono sempre uguali, i libri contengono sempre

la stessa cultura e le azioni degli uomini obbediscono sempre al medesimo impulso.

Se al rango di un uomo non si accompagna la giusta azione, costui non può celebrare

né riti né musiche. Se un uomo compie una data azione, e questa non si accompagna

al giusto rango, costui non può celebrare né riti né musiche.

§ 29 §

Il sovrano di ogni cosa che esiste sotto il cielo riduce il proprio margine di errore

mediante tre cose importanti. Gli imperatori che sono stati non sono seguiti

nonostante la loro esperienza. Non essendo seguiti, non riscuotono fiducia. Non

essendoci questa fiducia, il popolo non ne segue l'esempio. Un uomo comune, per

quanta esperienza abbia, non riscuote onori. Non riscuotendo onori, non riceve

fiducia. Non essendoci questa fiducia, il popolo non ne segue l'esempio. Se dunque la

norma del signore ha origine in lui medesimo, lui avrà come seguaci folle di

uomini. Valutato il comportamento dei tre imperatori che lo hanno preceduto, non

riscontra in esso alcun errore. Dopo avere considerato il Cielo e la terra, non si

comporta diversamente da loro. Nei riguardi degli spiriti non ha dubbio

alcuno. Riterrebbe non ingiusto attendere un uomo superiore finanche cento

generazioni.

Il fatto che nei riguardi degli spiriti non abbia dubbio alcuno, vuol dire che conosce

il Cielo. Il fatto che non riterrebbe ingiusto attendere un uomo superiore finanche

cento generazioni, vuol dire che conosce gli uomini.

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Così, l'azione del signore diventa la regola per ogni cosa che esiste sotto il cielo. La

sua azione e la sua parola divengono legge. I lontani desiderano stargli vicino, i

vicini non si stancano di stargli accanto.

“Il libro dei canti” afferma: Nessuno lo detesta, nessuno ne è infastidito. Sarà quindi

ricordato per sempre. Soltanto giungendo a questo livello il signore potrà trovare

fama in ogni cosa che esiste sotto il cielo.

§ 30 §

Il maestro seguiva anzi tutto il corso delle stagioni, poi si adeguava all'acqua e alla

terra. Oh, cielo e terra ricoprono e danno riparo a tutte le cose, e danno loro

sostentamento! Oh, le quattro stagioni si susseguono Oh, sole e luna brillano

alternandosi.

Le cose tutte evolvono senza danneggiarsi l'un l'altra, ognuna segue il suo corso e

non interferisce con l'altra. La più piccola azione si manifesta a mo' di torrente. Ogni

grande azione provoca mutamenti straordinari. Pertanto, si è soliti dire che cielo e

terra sono grandi.

§ 31 §

Tra tutte le cose che esistono sotto il cielo, solamente l'uomo elevato, quand'è al suo

vertice, è capace di manifestare intelligenza, rapidità, discernimento, capacità di

governare. t allora tollerante, generoso, cortese, capace di autocontrollo. Parco nel

mangiare, sano, vive attenendosi al mezzo e sa manifestare rispetto. É educato, ha

cura della propria persona, sa analizzare ed è in grado di distinguere.

Ha l'ampiezza e la profondità della primavera che sempre ritorna. Ha l'ampiezza e la

profondità del cielo, dell'abísso e della primavera. Quando si mostra riscuote il

rispetto del popolo. Quando parla, il popolo gli crede. Quando agisce, il poolo lo

stima. La sua fama si propaga ovunque nel regno e raggiunge i barbari del

settentrione e dei meridione. Ovunque l'uomo viaggi e lavori, ovunque il cielo

ricopra e la terra sostenga, ovunque sole e luna rischiarano con la loro luce, ovunque

ci siano rugiada e brina - ovunque l'uomo elevato raccoglie rispetto. Pertanto, si è

soliti dire che è come il Cielo.

§ 32 §

Ovunque sotto il cielo solo chi ha ottenuto l'equilibrio può fissare le norme che

regolano le attività umane, può decidere l'essenziale e conoscere l'azione di Cielo e

terra che produce e nutre ogni cosa. Come potrebbe costui ricercare qualcosa fuori

da sé medesimo? Sua è difatti una superiorità vera e profonda e vasta. Chi sa

17

conoscere l'uomo superiore se non colui che è a sua volta solido, acuto, pieno di

intelligenza e che sa riproporre l'azione del Cielo per quanto difficile sia da

comprendere?

§ 33 §

“Il libro dei canti” afferma: Sopra l'abito di seta indossa una semplice veste, così non

ostenterai i lusso. Allo stesso modo l'uomo elevato nasconde la norma e ciò

nonostante essa si manifesta in lui sempre di più. L’uomo comune, invece, esibisce la

propria e ciò nonostante essa si attenua in lui sempre di più. Il signore sa rendere

insapore la propria norma così da non disgustare nessuno - la rende semplice e però

ricca, cortese e però granitica.

Le cose lontane nascono da quelle vicine. Ciò che si manifesta scaturisce da ciò che

non si manifesta.

“Il libro dei canti” dice: Pur sprofondandosi e nascondendosi, l'uomo elevato è

sempre visibile. Il signore è contento quando, esaminandosi, si vede privo di

errore. Ha cura di sé anche laddove gli uomini non possono vederlo.

“Il libro dei canti” dice: Abbi cura affinché nella tua casa, anche nel più riposto

cortiletto, non vi sia motivo di vergogna. Pertanto, anche se non si muove il signore

ottiene rispetto, e anche se non parla ottiene fiducia.

“Il libro dei canti” afferma: Fate le offerte senza dirlo, così da non provocare

disagio. Pertanto, il signore non ricompensa nessun uomo e ciò nonostante il popolo

si sente stimolato. Il signore sa farsi rispettarsi senza palesare collera.

“Il libro dei canti” dice: Non serve esibire l'azione perché sia imitata. Pertanto, il

signore si comporta lealmente e con rispetto, e ogni cosa che esiste sotto il cielo sta

nella pace.

“Il libro dei canti” dice: Non importa che abbia voce e volto ciò che può influenzare il

popolo.

L’azione è lieve come piuma, ma la piuma ha dimensioni. L’azione del Cielo non ha

voce e non ha odore - ed è questo il massimo!

18

Note

1. Ciung ni: nome da adulto di Confucio. Ai tempi in cui visse, era tradizione in Cina

conferire a ogni bambino un nome d'infanzia, detto ming. A vent'anni riceveva un

nome d'adulto, detto tse. In famiglia le persone continuavano a essere chiamate

confidenzialmente con il nome d'infanzia. Fuori dalla famiglia e negli atti ufficiali

venivano invece chiamate con il nome di adulto.

2. Il maestro: cioè Confucio.

3. L'uomo elevato: nei testi confuciani ricorre il termine “uomo elevato" e, più

frequentemente, "uomo superiore". Il termine originale è quello cinese di Scieng e

sta per uomo di grande elevazione spirituale, santo o, appunto, confuciano. Nelle

traduzioni in varie lingue occidentali (inglese, francese, tedesco ecc.) dei testi

confuciani il termine è tradotto anche come "uomo saggio", "uomo sacro". In ogni

caso, incontrando termini quali “superiorità”, “uomo superiore" ecc., è bene riferirsi

sempre a concetti quali "elevazione spirituale", “uomo spiritualmente elevato" ecc.

4. In Cina era viva la convinzione dell'esistenza di un mondo spirituale, e quindi di

entità spirituali che agivano sul mondo materiale influenzandolo. Gli spiriti, secondo

i cinesi, erano essenzialmente di due generi: quelli che esprimevano,

personificandole, le forze della natura; e gli spiriti dei defuntí. Gli antichi cinesi

ritenevano che questi spiriti intervenissero nelle opere e anche nei pensieri degli

uomini.

5. Tra i quattro mari: espressione tipicamente cinese per indicare il mondo nella sua

vastità e interezza.

6. Confucio distingue tra il popolo e gli uomini, attribuendo il titolo di "uomo" a

quella persona che ha raggiunto la superiorità ovvero l'elevazione spirituale.

7. Nel pensiero e nella pratica del confucianesimo rito non ha solo un significato

religioso. Il termine rito si riferisce a tutto quel consistentissimo e severissimo

insieme di cerimoniali che regolavano la vita politica e ufficiale, e che serviva a

ordinare e sottolineare ogni aspetto della vita della società e del popolo. I riti, quindi,

divenivano un mezzo per spezzettare, spiegare e disciplinare il corso della esistenza

collettiva e individuale. Imponevano con rigore estremo a ognuno la consapevolezza

di ogni azione espletata e subita. Sarà, poi, il taoismo, con la sua carica dirompente e

"rivoluzionaria" rispetto alla rigidità confuciana, a porre in dubbio il rito inteso in

tale accezione.

8. L'equilibrio: la parola cinese cen è tradotta come "equilibrio" o "stato, condizione

di equilibrio". Nelle varie traduzioni dei testi confuciani nelle diverse lingue

occidentali, questo stesso termine è tradotto anche come "sincerità", "sincerità

assoluta", "integrità", "bontà". Si tende ora a preferire il termine "equilibrio" in

quanto più prossimo al concetto di "posizione di mezzo" che è costante nel pensiero

di Confucio.

9. Nell'antica Cina gli indovini esaminavano le foglie di certe piante e, appunto, i

gusci delle tartarughe.

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MASSIME

É necessario conoscere il punto dove bisogna fermarsi, il punto al quale

arrivare. Conoscendolo, si ha la tranquillità. Avendo la tranquillità, si ottiene la

pace. Ottenendo la pace, si possono prendere le decisioni. Potendo prendere le

decisioni, si può agire.

L’uomo non deve prendersi molta cura di ciò che ha scarsa importanza, e non deve

prendersi scarsa cura di ciò che ha molta importanza.

L’uomo elevato si comporta sempre con criterio e attenzione, anche quando sta solo.

Volendo coltivare se stessi occorre prima regolare la propria mente. Questo vuol

dire che quando si cade in preda alla collera, non è più possibile essere equilibrati. Lo

stesso se si è preda della paura, della gioia e della malinconia. Quando si è preda di

questi sentimenti la mente è come assente, e allora anche se si guarda non si vede,

anche se si ascolta non si sente, anche se si mangia non si coglie il sapore dei

cibi. Ecco perché volendo coltivare se stessi occorre anzi tutto regolare la propria

mente.

Volendo gestire il regno occorre prima saper gestire la propria famiglia.

Quando un uomo comune gestisce il regno, danni e sciagure giungono insieme!

Il maestro disse: Parole astute e comportamenti subdoli hanno poco a che fare con

l'elevazione dell'uomo.

Non è grave il fatto che gli uomini non ti conoscono. E grave il fatto che tu non li

conosca.

Il maestro disse: Come è possibile non conoscere un uomo se si considerano le sue

azioni e i motivi che le determinano? Se si comprende ciò che, gli dona gioia?

Volevano apprendere senza riflettere. È pericoloso riflettere senza apprendere.

A proposito dei sacrifici agli antenati e agli spiriti, Confucio diceva: Se non fossi io

stesso a compiere i sacrifici, sarebbe come se non li facessi.

Se fai un torto al Cielo, nessuno può intercedere a tuo favore.

20

Gli uomini aborrono la povertà e l'indegnità. Ciò nonostante, queste cose non vanno

evitate se per farlo occorre impiegare mezzi e modi contrari alla norma.

Il maestro disse: Chi è capace di moderarsi raramente si perde.

L’uomo elevato è lento a parlare ma rapido ad agire.

Il maestro disse: Non ho mai conosciuto un uomo che accorgendosi dei propri errori

riuscisse ad attribuirli a se stesso.

Nascendo l'uomo è lineare. Quando non è più lineare, egli evita la morte per puro

caso!

L’uomo elevato che desidera raggiungere un punto elevato cerca dì portare con sé

anche gli altri. Volendo capire, cerca che anche gli altri capiscano. In questo sta la

forza dell'elevazione spirituale: offrire se stesso come esempio.

Il maestro disse: Si può essere felici anche mangiando un cibo molto semplice,

bevendo acqua schietta e avendo come cuscino unicamente il proprio braccio

ripiegato. Le ricchezze e gli onori ottenuti sconvenientemente hanno per me il

valore di nuvole nel vento.

Il maestro era cordiale ma con dignità, rigoroso ma mai duro, rispettava gli altri

senza mai perde il rispetto di sé.

Si può istigare il popolo a seguire una causa, mai però a capirla.

Il maestro espresse l'intenzione di recarsi a vivere tra i barbari che risiedono a

Est. Gli chiesero allora: Come puoi tu vivere tra i barbari? Confucio rispose: Dove

abita un signore come possono esserci barbari?

Osservando il fiume scorrere il maestro disse: Le cose passano via come quest'acqua,

senza fermarsi mai.

Il maestro disse: Aspettate che giunga la stagione del freddo, saprete allora che i pini

e i cipressi non perdono le foglie.

Confucio non sedeva mai su una stuoia che non fosse disposta nel modo giusto.

Il maestro disse: Il mio allievo Hui approva ogni mia parola e quindi non mi aiuta.

Non conoscendo la vita, com'è possibile conoscere la morte?

Chi si comporta prudentemente, parla prudentemente.

21

Un allievo riferì di avere incontrato delle difficoltà nel descrivere il

maestro. Confucio allora commentò: Perché non hai detto semplicemente, Egli è il

genere di uomo che scorda di mangiare quand'è impegnato nella vigorosa ricerca

della conoscenza, che ha in sé una tale gioia che scorda i propri affanni, e che non si

accorge della vecchiaia che sopravanza?

Il maestro disse: Le cose che mi preoccupano sono l'incapacità di coltivare la virtù,

l'incapacità di approfondire ciò che ho appreso, l'incapacità di elevarmi a ciò che ho

sentito essere giusto, l'incapacità di correggermi laddove ho dei difetti.

L’uomo elevato si carica del peso dell'umanità.

Studiare intensamente e avere una volontà ben salda, formulare domande sulle

questioni importanti, riflettere su quelle che ci riguardano da vicino l'elevazione

spirituale consiste anche in questo.

Quando il signore ottiene la fiducia del popolo, può far lavorare il popolo. Se non

ottiene questa fiducia, il popolo lo riterrà soltanto severo.

Quando il signore ottiene la fiducia del popolo, può anche rimproverarlo. Se non

ottiene questa fiducia, il popolo si riterrà insultato.

Avere un pensiero equilibrato vuol dire non trarre se stessi in inganno.

Se viene emesso un ordine ingiusto, ritornerà ingiusto a chi lo ha emesso. Così, i

beni ottenuti in modo ingiusto ci vengono tolti in modo ingiusto.

Il maestro disse: Senza esercitare severità il signore non raccoglie rispetto e la sua

cultura non è solida. Pertanto, il signore ha per amici i suoi simili e quando sbaglia

nel selezionarli subito rimedia.

Sarà degna di stima la volontà di apprendere nel signore che mangia però senza

saziarsi, che ha una dimora però senza agi, che è alacre nel lavoro però cauto nel

parlare, e che per migliorare frequenta gli uomini che seguono la norma.

Il maestro disse: Oggi il rispetto filiale consiste nel riuscire a nutrire i genitori così

come si nutre il cavallo o il cane. La differenza sta nel rispetto.

Il maestro disse: Ascolta molte cose e scarta quelle in dubbio e poi comportati con

molta prudenza con le restanti. Avrai così una minore possibilità di

sbagliare. Guarda molte cose e scarta quelle pericolose e poi comportati con molta

prudenza con le restanti. Avrai così minori occasioni di pentirti.

Entrando nel tempio degli antenati il maestro chiedeva la spiegazione di ogni

minimo particolare. Allora qualcuno commentò, Come è possibile affermare che

22

Confucio conosce i riti? Bisogna spiegargli ogni cosa ogni volta che entra nel

tempio. Sentito ciò, il maestro disse: Il rito consiste appunto in questo!

Un allievo chiese a Confucio quali fossero i suoi desideri. Il maestro rispose: Vorrei

confortare gli anziani, infondere fiducia negli amici, dare tenerezza ai giovani.

Non lamentarsi della povertà è difficile. Non andare orgogliosi della ricchezza è

facile.

Può mai avere paura chi, guardando in sé, non trova errori?

Il maestro disse: L’uomo elevato si sforza di rinsaldare negli altri gli aspetti positivi,

mai quelli negativi. L’uomo comune fa il contrario.

L’uomo elevato ha dignità ma mai arroganza. L’uomo comune ha arroganza ma mai

dignità.

Colui che sa essere costante, che sa perseverare, che ha misura nelle parole e

autocontrollo, che mai alza la voce ebbene, costui si avvicina all'elevazione.

È nel disordine che occorre agire con temerarietà e parlare con

prudenza. Nell'ordine si può invece sia parlare sia agire con temerarietà.

Non preoccuparti se gli uomini non ti conoscono: devi preoccuparti del perché non ti

conoscono.

E quando non si sa vedere lontano che la disgrazia è vicina.

Come criticare, chi poco chiede agli altri e molto a se stesso?

Il maestro disse: L’uomo elevato ricerca se stesso. L’uomo comune cerca gli altri.

L’uomo elevato dimostra dignità e non si scontra con nessuno. È cordiale e non si

lega a nessun partito.

Una piccola impazienza rovina un grande progetto.

L’uomo elevato si manifesta nelle grandi imprese.

L’uomo comune in quelle piccole.

Il maestro disse: L’uomo elevato è sicuro ma mai ostinato.

Se non si percorre la medesima strada com'è possibile darsi l'un l'altro dei consigli?

23

Quando parli è sufficiente che il significato sia chiaro.

Confucio disse: Tre cose vanno apprezzate e tre cose vanno disprezzate.

Le prime tre sono: saper trarre godimento dai riti e dalla musica; da un uomo che

abbia esperienza della norma; da un uomo meritevole. Bisogna disprezzare il lusso, il

soffermarsi nell'ozio, e la dissolutezza.

Trattare con uomini e donne comuni è assai difficile. Se li lasci avvicinare si

dimostrano irrispettosi nei tuoi confronti, se invece li allontani dimostrano

risentimento.

Non conosce gli uomini chi non sa vagliare le parole.

Gli errori dell'uomo elevato sono come eclissi di sole e di luna: tutti gli uomini

possono vederli. Quando poi l'uomo elevato corregge se stesso, tutti possono

rendersene conto.

Diceva Confucio che l'uomo rivela se stesso nel momento in cui porta il lutto per i

propri genitori.

Non sempre l'ostentata dignità corrisponde a un comportamento elevato.

Nel lutto è importante il dolore. Null'altro!

Se il funzionario di stato è stufo del proprio incarico, si metta a studiare. Se lo

studioso ne ha abbastanza del proprio lavoro, assuma un incarico nello stato.

L’uomo elevato presenta tre aspetti: da lontano è austero, da vicino è cordiale,

quando parla è rigoroso.

Se chi comprende la norma non compie sforzi per diffonderla, e se chi si attiene alla

norma lo fa esitando, allora poco importa che viva o che muoia.

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giovedì, 22 novembre 2007

Confucio

- Il maestro disse a un suo allievo: Yu, vuoi che ti dica in che cosa consiste la conoscenza?
Consiste nell'essere consapevoli sia di sapere una cosa che di non saperla. Questa è la conoscenza.

- Il nucleo della conoscenza è questo: se la possiedi, applicala; se non la possiedi, confessa la tua ignoranza.

- Acquisisci nuove conoscenze mentre rifletti sulle vecchie, e forse potrai insegnare ad altri.

- Le prospettive della vita dipendono dalla diligenza; l'artigiano che vuole perfezionare la sua opera deve prima affilare i suoi utensili.

- Chi non fa economie, andrà in agonia.

- Quando si è in un pasticcio tanto vale goderne il sapore.

- Non avere amici che non siano alla tua altezza.

- L'apprendimento senza il pensiero è fatica sprecata.

- Il vero signore è lento nel parlare e rapido nell'agire.

- Il vero signore è simile a un arciere: se manca il bersaglio, ne cerca la causa in se stesso.

- Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.

- Sapere cosa è giusto e non farlo è codardia.

- Per natura gli uomini sono vicini, l'educazione li allontana.

- Non ho mai conosciuto un uomo che vedendo i propri errori sapesse dar la colpa a se stesso.

- Ciò che vuoi non sia fatto a te stesso, non farlo agli altri.

- La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.

- La gravità di contegno è solo l'involucro della saggezza, eppure la preserva.

- L'ignoranza è la notte della mente, ma una notte senza luna né stelle.

- Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare,
costui è un imbecille!

- L'uomo superiore comprende ciò che è giusto, l'uomo inferiore ciò che vende.

- Allontanarsi dal mondo, restare sconosciuti e non avere rimpianti: a questo può arrivare solo l'uomo superiore

- Imparare senza pensare è fatica perduta. Pensare senza imparare è pericoloso.

- Vedere e ascoltare i malvagi è già l'inizio della malvagità.

- Tutti gli uomini si nutrono, ma pochi sanno distinguere i sapori.

- Non è grave se gli uomini non ti conoscono, è grave se tu non li conosci.

- Un uomo che ha commesso un errore e non lo ha riparato, ha commesso un altro errore.

- Chi parla senza modestia troverà difficile rendere buone le proprie parole.

- È impossibile conoscere gli uomini senza conoscere la forza delle parole.

- La parsimonia conduce all'avarizia.

- Studia il passato se vuoi prevedere il futuro.

- Non preoccuparti del fatto che la gente non ti conosce, preoccupati del fatto che forse non meriti di essere conosciuto.

- Si può indurre il popolo a seguire una causa, ma non far sì che la capisca.

- In un paese ben governato la povertà è qualcosa di cui ci si deve vergognare.
In un paese ben governato, è vergognosa la ricchezza.

- Quando arriva la prosperità, non usarla tutta.

- Chi desidera procurare il bene altrui ha già assicurato il proprio.

- Un giovane, quando è a casa, dovrebbe essere rispettoso dei genitori, e, quando è all'estero dovrebbe esserlo dei più anziani.

- Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell'infinito.

- Vedere ciò che è giusto e non farlo è mancanza di coraggio.

- Non mi dolgo di essere sconosciuto agli uomini, ma mi dolgo di non conoscerli.

- L'uomo superiore è modesto nelle parole, ed eccede nelle azioni.

- È l'uomo che rende grande la verità, non la verità l'uomo.

- Se un uomo la mattina conosce la retta via, potrà morire la sera stessa senza alcun rimpianto.

- Belle parole e una vistosa apparenza raramente sono associate alla vera virtù.

postato da: lukas26 alle ore 14:49 | link | commenti | commenti
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Confucio

- Il maestro disse a un suo allievo: Yu, vuoi che ti dica in che cosa consiste la conoscenza?
Consiste nell'essere consapevoli sia di sapere una cosa che di non saperla. Questa è la conoscenza.

- Il nucleo della conoscenza è questo: se la possiedi, applicala; se non la possiedi, confessa la tua ignoranza.

- Acquisisci nuove conoscenze mentre rifletti sulle vecchie, e forse potrai insegnare ad altri.

- Le prospettive della vita dipendono dalla diligenza; l'artigiano che vuole perfezionare la sua opera deve prima affilare i suoi utensili.

- Chi non fa economie, andrà in agonia.

- Quando si è in un pasticcio tanto vale goderne il sapore.

- Non avere amici che non siano alla tua altezza.

- L'apprendimento senza il pensiero è fatica sprecata.

- Il vero signore è lento nel parlare e rapido nell'agire.

- Il vero signore è simile a un arciere: se manca il bersaglio, ne cerca la causa in se stesso.

- Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.

- Sapere cosa è giusto e non farlo è codardia.

- Per natura gli uomini sono vicini, l'educazione li allontana.

- Non ho mai conosciuto un uomo che vedendo i propri errori sapesse dar la colpa a se stesso.

- Ciò che vuoi non sia fatto a te stesso, non farlo agli altri.

- La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.

- La gravità di contegno è solo l'involucro della saggezza, eppure la preserva.

- L'ignoranza è la notte della mente, ma una notte senza luna né stelle.

- Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare,
costui è un imbecille!

- L'uomo superiore comprende ciò che è giusto, l'uomo inferiore ciò che vende.

- Allontanarsi dal mondo, restare sconosciuti e non avere rimpianti: a questo può arrivare solo l'uomo superiore

- Imparare senza pensare è fatica perduta. Pensare senza imparare è pericoloso.

- Vedere e ascoltare i malvagi è già l'inizio della malvagità.

- Tutti gli uomini si nutrono, ma pochi sanno distinguere i sapori.

- Non è grave se gli uomini non ti conoscono, è grave se tu non li conosci.

- Un uomo che ha commesso un errore e non lo ha riparato, ha commesso un altro errore.

- Chi parla senza modestia troverà difficile rendere buone le proprie parole.

- È impossibile conoscere gli uomini senza conoscere la forza delle parole.

- La parsimonia conduce all'avarizia.

- Studia il passato se vuoi prevedere il futuro.

- Non preoccuparti del fatto che la gente non ti conosce, preoccupati del fatto che forse non meriti di essere conosciuto.

- Si può indurre il popolo a seguire una causa, ma non far sì che la capisca.

- In un paese ben governato la povertà è qualcosa di cui ci si deve vergognare.
In un paese ben governato, è vergognosa la ricchezza.

- Quando arriva la prosperità, non usarla tutta.

- Chi desidera procurare il bene altrui ha già assicurato il proprio.

- Un giovane, quando è a casa, dovrebbe essere rispettoso dei genitori, e, quando è all'estero dovrebbe esserlo dei più anziani.

- Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell'infinito.

- Vedere ciò che è giusto e non farlo è mancanza di coraggio.

- Non mi dolgo di essere sconosciuto agli uomini, ma mi dolgo di non conoscerli.

- L'uomo superiore è modesto nelle parole, ed eccede nelle azioni.

- È l'uomo che rende grande la verità, non la verità l'uomo.

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Chi sono

Utente: lukas26
Nome: luca cosco
Ciao ragazze/i...questo blog è uno spazio in cui potrete confrontarvi,lasciare i vostri commenti su tutto quello che vi passa per la testa e/o protestare contro il mondo! Il modello di cultura informazione tv che abbiamo oggi è il modello spazzatura per distrarre il popolo. Chi ci governa non ha nessun interesse al bene pubblico e dei cittadini. L'interesse è solo quello di creare consenso popolare dando ai cittadini la "televisione circo", quella che non ti fa sviluppare pensiero critico, quella che non ti fa ragionare, quella che ti fa pensare che non ci sono problemi e che devi stare tranquillo. Se rappresentate questa categoria non siete uomini e soprattutto cittadini italiani. Viva la libertà , viva la rete, viva il web e soprattutto la conoscenza che è potere... Se desiderate scrivere qualcosa, guide, pensieri, notizie che ritenete importanti su qualsiasi tema lasciatemeli (tramite commenti, o mess privati)....vi farò urlare io tramite il mio blog!

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